di Ronnie. Il berlusconismo è stato un fenomeno contraddittorio perché al suo interno ha contenuto la spinta più propulsiva del “momento conservatore”, il movimento diffuso fra l’Europa e le Americhe tra la fine degli anni settanta e i giorni nostri, e nello stesso tempo ne ha rappresentato l’esito più incerto e forse il crepuscolo. Il manager scendeva in campo e conquistava la politica. Con i suoi soldi, il suo potere, anche l’arroganza. Un Occidente dilagante e per un po’ di tempo padrone del mondo. E’ stato una promessa e una menzogna, un’opportunità senza scampo, un’eruzione di nuove parole d’ordine sul deserto culturale e ideale successivo alla fine della Guerra Fredda e alla caduta del Comunismo. Parole d’ordine dimenticate. Leggi
di John Negroponte. La presenza dell’esercito statunitense in Iraq è giunta al termine, ed è probabile che tutte le truppe vengano ritirate entro la fine del prossimo anno. Ma sarà necessario un forte sostegno anche nelle settimane e nei mesi a venire, perché il paese non scivoli nuovamente nel caos e nel conflitto. Giovedì, l’ultima brigata dell’esercito Usa lascerà l’Iraq passando per il Kuwait, rispettando in tal modo l’impegno preso dal presidente Barack Obama di ritirare tutti i 50.000 soldati americani da un paese con cui gli Stati Uniti sono diventati intimamente, e dolorosamente, familiari nel corso degli ultimi sette anni e mezzo. Leggi
di Maria Teresa Lenoci*. L’ultima apparizione pubblica di Roberto Saviano ha destato poco scalpore. Eppure contro ogni prudenza lo scrittore di Gomorra è tornato per la prima volta nel Sud Italia dopo due anni (a Polignano al “Libro possibile” il 17 luglio) e pochi ne hanno parlato. Sarà che i mass media cedono alle lusinghe della propaganda politica di chi lo taccia di non essere un patriota, dato che lava i panni sporchi in pubblico? Fatto sta che Saviano continua a viaggiare e a esporre il suo pensiero con una sorta di “grazia” affabulatoria, che stenteresti a credere possibile in un uomo che vive accompagnato 24 ore su 24 da una scorta. Questa telegenicità, questo modo di essere caparbio e sprezzante del pericolo, ma al tempo stesso colto e convincente, tirano addosso allo scrittore napoletano critiche e lodi ormai in egual misura. Leggi
di Annalisa Marroni.* Dalla rivoluzione iraniana del 1979 in avanti, siamo stati abituati a percepire il medio oriente islamico come un luogo in cui il risveglio politico della religione, spesso descritto come fanatismo o fondamentalismo, ha assunto un ruolo centrale. Spesso, però, la realtà non corrisponde a quello che ci viene raccontato e le organizzazioni e i partiti di stampo religioso che hanno assunto un ruolo politico negli ultimi tempi hanno scelto di scendere a compromessi con i sistemi di tipo parlamentare e democratico. Da Hamas a Hezbollah, passando per i Fratelli musulmani e il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo turco, vediamo come le politiche attuate da questi partiti islamici non siano così estremiste come potremmo immaginare. Leggi
Nel luglio scorso vincevamo il bando “Bollenti Spiriti” della Regione Puglia, dando vita all’associazione Questioni di Frontiera. Sembra trascorso un secondo da allora, ma nel frattempo siamo riusciti freneticamente a fare ricerca sui temi della frontiera e della identità. Prima a Bari, all’Università di lingue e letterature straniere e in centri di formazione privata, poi all’Università di Roma Tor Vergata. Abbiamo messo su una squadra di ricercatori, giornalisti ed educatori, quanto mai prismatica e prensile, un gruppo storico figlio di altri “gruppi storici” che l’anno prossimo darà vita a un nuovo ciclo di seminari intitolati “Ripensare il Movimento. Materialismo, Esodo, Eresie (1977-2001)”. Leggi
