Pubblichiamo il diario dei seminari di QF a Tor Vergata, insieme con i migliori articoli degli studenti. Gli articoli sono relativi alle lezioni su Giornalismo e Islam, ma ci sono anche spunti interessanti sul discorso di Obama al Cairo e alcune valutazioni analitiche sul primo anno dell’amministrazione USA. Insomma, una palestra utile per il web journalism applicato ai temi dell’attualità, tra geopolitica e storia sociale della cultura, tra Occidente e Islam. Attenzione ai titoli e alla scrittura breve…
Le prime lezioni dei Seminari di Tor Vergata ci rassicurano almeno su una cosa: le università italiane sono piene di studenti che pensano con la propria testa. L’importante è lasciarli fare, metterli alla prova, spingerli a prendere la parola e a dire la loro. Leggi
di Pettinato brothers*. Nati in Italia da matrimoni misti, arrivati insieme al progetto migratorio dei genitori o per un autonomo percorso di crescita dopo la maggiore età, bambini e ragazzi che generalmente sfoggiano vistose pronunce romanesche, bergamasche, siciliane, vengono inglobati nella categoria di “seconde generazioni di immigrati”. La definizione - che non riesce a contenere né gli individui nati nella terra d’origine dei genitori (i quali, semmai, dovrebbero essere considerati migranti tout court), né quelli nati in Italia, visto che non sono emigrati da nessun luogo - sembra servire piuttosto a estendere i segni dell’estraneità e della diversità anche a quanti condividono fin dall’infanzia lingua, abitudini, istruzione del paese scelto dalla propria famiglia.
di Patrick Martin*. Israele è stato pesantemente criticato per aver guidato unilateralmente la guerra contro Hamas a Gaza, per i possibili coinvolgimenti nelle uccisioni e per i commenti inappropriati del ministro degli Affari esteri nei confronti degli stati vicini – e il governo israeliano ha deciso di procedere al contrattacco. E’ stata scelta la linea diplomatica per condurre la battaglia verso destinazioni estere. Ma anziché appellarsi ai diritti umani o ai rapporti internazionali, il governo israeliano vuole che il mondo sappia che gli israeliani non viaggiano sui cammelli e non mangiano solo kebab, come indica la serie di spot televisivi appena uscita in Israele visionabili su
di Valentina Verdini*. E’ difficile tracciare un quadro sintetico della situazione dell’attuale Repubblica del Congo. Per poter capire fino in fondo il conflitto che ancora anima la parte est del paese al confine col Ruanda, tra Hutu e Tutsi e il Nord Kivu, teatro di scontri etnici tra le nazioni limitrofe, bisogna tornare indietro nella storia e precisamente al periodo di colonizzazione. Alla fine del 1800, infatti, l’odierno Congo diviene una colonia del Belgio; i colonizzatori dividono le popolazioni del Ruanda e del Congo sulla base del rango sociale e dei tratti somatici in Hutu e Tutsi, appoggiandosi a questi ultimi per governare. Alla fine della decolonizzazione, gli Hutu riversano tutto il loro odio nei confronti dei Tutsi in un vero e proprio massacro.
di Silvia Moresi*. Al contrario di quanto si crede in Occidente, il movimento di Hamas (acronimo di Harakat al-Muqawama al-Islamiyya, Movimento di resistenza islamico) non è nato simultaneamente alla creazione dello stato di Israele, ma vent’anni dopo, sul finire del 1987. Le sue radici ideologiche risalgono al movimento egiziano dei ‘Fratelli musulmani’ la cui sezione palestinese fu creata a Gerusalemme nel 1946. I Fratelli musulmani sono alla base di numerosi movimenti islamici operanti in tutto il Medio Oriente, ma pur avendo le stesse premesse ideologiche (stabilire stati islamici e unificarli in una istituzione sovranazionale che rappresenti la ummah) assumono caratteristiche ben diverse a seconda del contesto in cui operano, non essendo subordinate ad una gerarchia sovranazionale. 