Provare a rispondere alla domanda “che cosa sono i Balcani?” non sembra cosa impossibile: essi sono evidentemente una zona geografica ben definita del continente europeo, e cioè la penisola che si estende nella parte sud-orientale d’Europa. La denominazione “Balcani” è (almeno in linea teorica) equivalente alle altre in uso, ovvero: penisola balcanica, penisola sud-est europea, Europa sud-orientale.
Questi pochi concetti, che sembrano di un’ovvietà disarmante, hanno in realtà dei contorni ben poco definiti. La prima difficoltà sorge quando si cerchi di stabilire quali siano i paesi che appartengono ai Balcani. Nel corso del tempo il loro territorio si è allargato e ristretto a fasi alterne, a volte coincidendo con la denominazione di Europa sud-orientale, altre volte specializzandosi in un’area più particolare. I loro confini, soprattutto quelli settentrionali, essendo gli altri geograficamente evidenti, si sono spostati dal Danubio ai Carpazi, arrivando ad includere la Slovacchia, o escludendo perfino la Bosnia e l’Erzegovina. La Romania e la Grecia non sono sempre incluse, anzi non lo erano quasi mai fino all’inizio del Novecento; la Turchia allo stesso modo entra ed esce dalla penisola senza sosta.
Perché è cosi difficile stabilire i confini di una penisola? È solo una questione geografica, oppure ci sono altre motivazioni che influenzano queste valutazioni? In generale si può dire che:
«la denominazione “Balcani” […] ha seguito un insieme di criteri geografici, politici, storici, culturali, etnici, religiosi ed economici o, più spesso, una combinazione di questi».
In altri termini si potrebbe affermare che, spesso e volentieri, i parametri puramente geografici hanno avuto ben poco peso nella delimitazione del territorio balcanico. Ciò che entra in gioco è piuttosto un insieme di considerazioni di diverso genere, tutte appartenenti alla sfera culturale. I Balcani sono, geograficamente parlando, un’entità indeterminata, sempre pronta ad essere modificata a seconda degli interessi che vi sono in gioco. Culturalmente parlando, i Balcani sono un insieme di categorie, di griglie attraverso le quali viene interpretata una porzione di mondo.
Non esiste una penisola balcanica. Ne esistono almeno due: una geografica, concreta, fisica, la quale però si frammenta in mille pezzi diversi, uno per ogni interpretazione. E ne esiste poi un’altra: quella simbolico-culturale, che non ha nulla di concreto ed è un puro e semplice insieme di categorie, di schemi interpretativi e, perché no, di stereotipi e pregiudizi. Paradossalmente, la seconda ha una struttura molto più solida e stabile della prima; anzi, bisogna riconoscere che la geografia balcanica è in tutto e per tutto dipendente dalle considerazioni culturali. I Balcani sono insieme uno e centomila; insomma, non sono nessuno.
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INDICE
1. CHE COSA SONO I BALCANI?
- Quanti Balcani?
- Quali Balcani?
- Balcanismi ed orientalismo
- Cosa dire dei Balcani?
2. L’INVENZIONE DEI BALCANI
- I nostri Balcani
- La scoperta dei Balcani
- La “balcanizzazione” dei Balcani
- La provincia congelata d’Europa
- La polveriera
- Un ponte tra due mondi
3. I BALCANI VISTI DA DENTRO
- Un’identità balcanica?
- L’alba delle nazioni balcaniche
- L’autopercezione balcanica
- I Balcani nella cultura
a) Njegoš e il Risorgimento serbo
b) Ivo Andrić: l’interprete dei Balcani
c) Radomir Konstantinović e la filosofia della “palanka”
4. CONCLUSIONI: QUALE FUTURO?
- Una nuova identità
- I Balcani in Europa
Questi pochi concetti, che sembrano di un’ovvietà disarmante, hanno in realtà dei contorni ben poco definiti. La prima difficoltà sorge quando si cerchi di stabilire quali siano i paesi che appartengono ai Balcani. Nel corso del tempo il loro territorio si è allargato e ristretto a fasi alterne, a volte coincidendo con la denominazione di Europa sud-orientale, altre volte specializzandosi in un’area più particolare. I loro confini, soprattutto quelli settentrionali, essendo gli altri geograficamente evidenti, si sono spostati dal Danubio ai Carpazi, arrivando ad includere la Slovacchia, o escludendo perfino la Bosnia e l’Erzegovina. La Romania e la Grecia non sono sempre incluse, anzi non lo erano quasi mai fino all’inizio del Novecento; la Turchia allo stesso modo entra ed esce dalla penisola senza sosta.
Perché è cosi difficile stabilire i confini di una penisola? È solo una questione geografica, oppure ci sono altre motivazioni che influenzano queste valutazioni? In generale si può dire che:
«la denominazione “Balcani” […] ha seguito un insieme di criteri geografici, politici, storici, culturali, etnici, religiosi ed economici o, più spesso, una combinazione di questi».
In altri termini si potrebbe affermare che, spesso e volentieri, i parametri puramente geografici hanno avuto ben poco peso nella delimitazione del territorio balcanico. Ciò che entra in gioco è piuttosto un insieme di considerazioni di diverso genere, tutte appartenenti alla sfera culturale. I Balcani sono, geograficamente parlando, un’entità indeterminata, sempre pronta ad essere modificata a seconda degli interessi che vi sono in gioco. Culturalmente parlando, i Balcani sono un insieme di categorie, di griglie attraverso le quali viene interpretata una porzione di mondo.
Non esiste una penisola balcanica. Ne esistono almeno due: una geografica, concreta, fisica, la quale però si frammenta in mille pezzi diversi, uno per ogni interpretazione. E ne esiste poi un’altra: quella simbolico-culturale, che non ha nulla di concreto ed è un puro e semplice insieme di categorie, di schemi interpretativi e, perché no, di stereotipi e pregiudizi. Paradossalmente, la seconda ha una struttura molto più solida e stabile della prima; anzi, bisogna riconoscere che la geografia balcanica è in tutto e per tutto dipendente dalle considerazioni culturali. I Balcani sono insieme uno e centomila; insomma, non sono nessuno.
INDICE
1. CHE COSA SONO I BALCANI?
- Quanti Balcani?
- Quali Balcani?
- Balcanismi ed orientalismo
- Cosa dire dei Balcani?
2. L’INVENZIONE DEI BALCANI
- I nostri Balcani
- La scoperta dei Balcani
- La “balcanizzazione” dei Balcani
- La provincia congelata d’Europa
- La polveriera
- Un ponte tra due mondi
3. I BALCANI VISTI DA DENTRO
- Un’identità balcanica?
- L’alba delle nazioni balcaniche
- L’autopercezione balcanica
- I Balcani nella cultura
a) Njegoš e il Risorgimento serbo
b) Ivo Andrić: l’interprete dei Balcani
c) Radomir Konstantinović e la filosofia della “palanka”
4. CONCLUSIONI: QUALE FUTURO?
- Una nuova identità
- I Balcani in Provare a rispondere alla domanda “che cosa sono i Balcani?” non sembra cosa impossibile: essi sono evidentemente una zona geografica ben definita del continente europeo, e cioè la penisola che si estende nella parte sud-orientale d’Europa. La denominazione “Balcani” è (almeno in linea teorica) equivalente alle altre in uso, ovvero: penisola balcanica, penisola sud-est europea, Europa sud-orientale.
Questi pochi concetti, che sembrano di un’ovvietà disarmante, hanno in realtà dei contorni ben poco definiti. La prima difficoltà sorge quando si cerchi di stabilire quali siano i paesi che appartengono ai Balcani. Nel corso del tempo il loro territorio si è allargato e ristretto a fasi alterne, a volte coincidendo con la denominazione di Europa sud-orientale, altre volte specializzandosi in un’area più particolare. I loro confini, soprattutto quelli settentrionali, essendo gli altri geograficamente evidenti, si sono spostati dal Danubio ai Carpazi, arrivando ad includere la Slovacchia, o escludendo perfino la Bosnia e l’Erzegovina. La Romania e la Grecia non sono sempre incluse, anzi non lo erano quasi mai fino all’inizio del Novecento; la Turchia allo stesso modo entra ed esce dalla penisola senza sosta.
Perché è cosi difficile stabilire i confini di una penisola? È solo una questione geografica, oppure ci sono altre motivazioni che influenzano queste valutazioni? In generale si può dire che:
«la denominazione “Balcani” […] ha seguito un insieme di criteri geografici, politici, storici, culturali, etnici, religiosi ed economici o, più spesso, una combinazione di questi».
In altri termini si potrebbe affermare che, spesso e volentieri, i parametri puramente geografici hanno avuto ben poco peso nella delimitazione del territorio balcanico. Ciò che entra in gioco è piuttosto un insieme di considerazioni di diverso genere, tutte appartenenti alla sfera culturale. I Balcani sono, geograficamente parlando, un’entità indeterminata, sempre pronta ad essere modificata a seconda degli interessi che vi sono in gioco. Culturalmente parlando, i Balcani sono un insieme di categorie, di griglie attraverso le quali viene interpretata una porzione di mondo.
Non esiste una penisola balcanica. Ne esistono almeno due: una geografica, concreta, fisica, la quale però si frammenta in mille pezzi diversi, uno per ogni interpretazione. E ne esiste poi un’altra: quella simbolico-culturale, che non ha nulla di concreto ed è un puro e semplice insieme di categorie, di schemi interpretativi e, perché no, di stereotipi e pregiudizi. Paradossalmente, la seconda ha una struttura molto più solida e stabile della prima; anzi, bisogna riconoscere che la geografia balcanica è in tutto e per tutto dipendente dalle considerazioni culturali. I Balcani sono insieme uno e centomila; insomma, non sono nessuno.
INDICE
1. CHE COSA SONO I BALCANI?
- Quanti Balcani?
- Quali Balcani?
- Balcanismi ed orientalismo
- Cosa dire dei Balcani?
2. L’INVENZIONE DEI BALCANI
- I nostri Balcani
- La scoperta dei Balcani
- La “balcanizzazione” dei Balcani
- La provincia congelata d’Europa
- La polveriera
- Un ponte tra due mondi
3. I BALCANI VISTI DA DENTRO
- Un’identità balcanica?
- L’alba delle nazioni balcaniche
- L’autopercezione balcanica
- I Balcani nella cultura
a) Njegoš e il Risorgimento serbo
b) Ivo Andrić: l’interprete dei Balcani
c) Radomir Konstantinović e la filosofia della “palanka”
4. CONCLUSIONI: QUALE FUTURO?
- Una nuova identità
- I Balcani in Europa