Questioni di Frontiera
Banner
Contatti
Domenica 05 Febbraio 2012 | 11:34

L’assimilazione è quel processo di percezione in cui un contenuto nuovo è talmente simile ad un contenuto familiare che i due sembrano identici.
È in questo modo che Venerdì, agli occhi di Robinson, sembra quasi un europeo. Viene spogliato della sua identità e riplasmato in base a quelle categorie conoscitive proprie della cultura occidentale, che proprio sulla base di tali categorie vanta la propria supposta superiorità. L’identità dell’altro non ha ragion d’essere se non in quanto conosciuta, analizzata e ingabbiata nei canoni occidentali: non gli viene garantita una sua indipendenza. E così a Venerdì non viene data la possibilità di farsi conoscere e di esprimere la sua diversità – costruita intorno ad un sistema culturale estraneo all’uomo occidentale e che ha bisogno di essere assimilato. L’indigeno appare più familiare e meno destabilizzante, così Robinson può finalmente conoscerlo e instaurare quel percorso pedagogico che lo trasformerà nel suo schiavo personale, sebbene sia l’unico sull’isola dal quale può ricevere un vero e proprio apporto umano. Il suo rapporto con Venerdì è basato fin dall’inizio su un forte squilibrio, derivato dalla subordinazione dell’indigeno all’autorità di un padrone che, come al solito, non ha potuto scegliere. Ed in questo senso si può analizzare la volontà di Robinson di non domandargli nulla sulla sua identità: Venerdì è un selvaggio, ha bisogno di lui per poter essere davvero qualcuno. È emblematica del loro rapporto la frase di Crusoe “lo resi cosciente del fatto che il suo nome dovesse essere Venerdì”. Lo identifica. Ma fa di più: quel nome è il giorno in cui Robinson lo ha salvato dai cannibali. Gli ricorderà per sempre di essergli debitore.
È alla visione orientalista che va ricondotto il motivo di un tale approccio, che, essendo di carattere prettamente antropologico, diventa caratteristica peculiare dell’uomo occidentale. Tale visione presuppone l’acquisizione di un sistema di valori volti a concepire l’oriente entro i propri schemi e a confinarlo in uno spazio che gli viene riservato, ma che è pur sempre interno alla cultura occidentale: l’oriente non esisterebbe altrimenti.
Volendo analizzare il termine cultura nella sua accezione piu strettamente antropologica, bisognerebbe considerarla come quell’insieme di valori, costumi, credenze e ideali tipici di una determinata società e abbandonare l’equazione tipica del mondo occidentale tra storia e umanità, basata sul concetto di progresso. Levi-Strauss riesce a rivendicare  l’esistenza di un pensiero logico anche nei selvaggi, considerando come ogni società vive nella storia ma reagisce in modo diverso alle sue modificazioni. Le società primitive reagiscono con meccanismi di resistenza volti a privilegiare il passato, che funge da specchio del presente e lo legittima. La loro storia è stazionaria, ma non per questo la loro cultura è inferiore. La società occidentale è in continuo divenire e lo scarto tra passato e presente viene esaltato e chiamato progresso. Ma la storia è solo una delle possibili scelte che gli uomini possono compiere.

L’assimilazione è quel processo di percezione in cui un contenuto nuovo è talmente simile ad un contenuto familiare che i due sembrano identici.

È in questo modo che Venerdì, agli occhi di Robinson, sembra quasi un europeo. Viene spogliato della sua identità e riplasmato in base a quelle categorie conoscitive proprie della cultura occidentale, che proprio sulla base di tali categorie vanta la propria supposta superiorità. L’identità dell’altro non ha ragion d’essere se non in quanto conosciuta, analizzata e ingabbiata nei canoni occidentali: non gli viene garantita una sua indipendenza. E così a Venerdì non viene data la possibilità di farsi conoscere e di esprimere la sua diversità – costruita intorno ad un sistema culturale estraneo all’uomo occidentale e che ha bisogno di essere assimilato. L’indigeno appare più familiare e meno destabilizzante, così Robinson può finalmente conoscerlo e instaurare quel percorso pedagogico che lo trasformerà nel suo schiavo personale, sebbene sia l’unico sull’isola dal quale può ricevere un vero e proprio apporto umano. Il suo rapporto con Venerdì è basato fin dall’inizio su un forte squilibrio, derivato dalla subordinazione dell’indigeno all’autorità di un padrone che, come al solito, non ha potuto scegliere. Ed in questo senso si può analizzare la volontà di Robinson di non domandargli nulla sulla sua identità: Venerdì è un selvaggio, ha bisogno di lui per poter essere davvero qualcuno. È emblematica del loro rapporto la frase di Crusoe “lo resi cosciente del fatto che il suo nome dovesse essere Venerdì”. Lo identifica. Ma fa di più: quel nome è il giorno in cui Robinson lo ha salvato dai cannibali. Gli ricorderà per sempre di essergli debitore.

È alla visione orientalista che va ricondotto il motivo di un tale approccio, che, essendo di carattere prettamente antropologico, diventa caratteristica peculiare dell’uomo occidentale. Tale visione presuppone l’acquisizione di un sistema di valori volti a concepire l’oriente entro i propri schemi e a confinarlo in uno spazio che gli viene riservato, ma che è pur sempre interno alla cultura occidentale: l’oriente non esisterebbe altrimenti.

Volendo analizzare il termine cultura nella sua accezione piu strettamente antropologica, bisognerebbe considerarla come quell’insieme di valori, costumi, credenze e ideali tipici di una determinata società e abbandonare l’equazione tipica del mondo occidentale tra storia e umanità, basata sul concetto di progresso. Levi-Strauss riesce a rivendicare  l’esistenza di un pensiero logico anche nei selvaggi, considerando come ogni società vive nella storia ma reagisce in modo diverso alle sue modificazioni. Le società primitive reagiscono con meccanismi di resistenza volti a privilegiare il passato, che funge da specchio del presente e lo legittima. La loro storia è stazionaria, ma non per questo la loro cultura è inferiore. La società occidentale è in continuo divenire e lo scarto tra passato e presente viene esaltato e chiamato progresso. Ma la storia è solo una delle possibili scelte che gli uomini possono compiere.

Al momento non ci sono commenti per questo articolo

Commenta questo articolo

Lascia un commento

© 2008 - Grafica e layout sono di esclusiva proprietá di NOA
Piattoforma basata su WordPress - modificata da Estroweb Srl