Questioni di Frontiera
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Domenica 20 Maggio 2012 | 6:40

Il primo documento che richiama la categoria generale dei diritti dell’uomo è la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino del 1789, a cui si richiama la Dichiarazione Universale del 1948 dell’Onu. La prima Dichiarazione Islamica dei diritti dell’uomo è proclamata presso l’Unesco nel 1981, ed è seguita dalla successiva versione del 1990 patrocinata dall’OCI. Tra le due Dichiarazioni vi sono conflitti e contraddizioni apparentemente insanabili, legati sia alla chiarificazione della fonte originaria dei diritti sia al contenuto dei singoli articoli. Il dibattito esiste ed è reale: in occasione della conferenza mondiale sui  diritti dell’uomo organizzata a Vienna dall’Onu nel 1993, dall’OCI furono avanzate critiche alla Dichiarazione dell’Onu, contestandone l’universalità. “Non accetteremo la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo finché non sarà preceduta da quella dei Diritti di Dio”.
L’islam contemporaneo affronta la tematica dei diritti umani secondo tre tendenze, liberale, moderata e fondamentalista. Quest’ultima è la tendenza maggiormente evidenziata da parte del mondo occidentale, nella produzione di una associazione forzata tra la questione dei diritti ed un ipotizzato pericolo del fondamentalismo islamico, funzionale alla logica dello scontro di civiltà che opera da deterrente contro qualsivoglia  
possibilità di un cammino comune all’insegna dell’inviolabilità e della difesa dei diritti umani, nel superamento dell’indifferenza nei confronti del prossimo e nel riconoscimento di valori umani eterni ed universali, all’insegna dell’unico vero comandamento al fondo di ogni religione:fare agli altri quello che si vorrebbe che gli altri facessero a noi.

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