Questioni di Frontiera
Banner
Contatti
Domenica 05 Febbraio 2012 | 11:44

Partiamo dalla definizione di “coscienza collettiva”,proposta da Emile Durkheim. Secondo Durkheim   essa si differenzia dalla coscienza individuale ed è l’insieme di rappresentazioni, norme e valori, condiviso dai membri di una società, e come tale costituisce  la dimensione societaria di questo insieme di persone.  Nello specifico Heidegger afferma che  l’uomo (che sia arabo o cristiano)  è gettato nel mondo in quanto non ha scelto consciamente  di esistervi  e in particolare è gettato nel micromondo in cui è vigente tale “coscienza collettiva”: si conforma cioè ad una determinata cultura vigente, che è la prima maniera per interagire verso l’altro.

Ora si passa ad un’analisi più dettagliata del concetto di identità, di società e di cultura : questi aspetti vengono approfonditi attraverso  i recenti studi dei rapporti tra Occidente  e Oriente, e dello sguardo che ha l’uno nei confronti dell’altro (occidentalismo e orientalismo). Said infatti afferma che i distretti del sapere, così come il lavoro degli artisti, sono limitati e modificati dall’ambiente sociale, dalle tradizioni culturali , dalla storia e dalle istituzioni.

Scrivere non è dunque un’attività libera, ma è soggetta a forti limitazioni nel repertorio delle immagini, nelle premesse e nelle intenzioni. Quando parliamo di “Orientalismo” ad esempio, ci riferiamo ad un modo “regolamentato” di scrivere, osservare e studiare, denominato da imperativi , prospettive e inclinazioni ideologiche  solo in apparenza  sono costruiti a misura dell’oriente. Gramsci parla addirittura di “egemonia culturale” e dell’ orientalismo come un ‘idea forte dell’Europa, una nozione collettiva tramite cui si identifica un “noi” europei in contrapposizione agli “altri” non europei.

I due film che ho voluto proporre per questo progetto di ricerca sono:

- Nuovomondo , regia di E. Crialese: tratta dell’emigrazione degli italiani nei primi anni del novecento verso l’America e del  profondo senso di identità che li lega alla loro terra e che sono purtroppo costretti ad abbandonare perché non offre concrete prospettive per il futuro.

- Lebanon, regia di S.Maoz: Prima guerra del Libano, giugno 1982. Un carro armato e un plotone di paracadutisti vengono inviati a perlustrare una cittadina ostile bombardata dall’aviazione israeliana. Ma i militari perdono il controllo della missione, che si trasforma in una trappola mortale. Quando scende la notte i soldati feriti restano rinchiusi nel centro della città, senza poter comunicare con il comando centrale e circondati dalle truppe d’assalto siriane che avanzano da ogni lato. Ben presto ci si rende conto che è una guerra  senza più alcun senso, guidata dalla follia e non dalla ragione umana.

L’uomo dunque , intellettualmente intorpidito, inseguirà sempre il sogno della pace perpetua, nata da un patto di non belligeranza tra popoli, ma non potrà mai ottenerla finchè ignoranza, sete di potere e fanatismo verranno “assorbiti” dall’animo umano in qualunque parte del mondo egli nasca.

Ora si passa ad un’analisi più dettagliata del concetto di identità, di società e di cultura : questi aspetti vengono approfonditi attraverso  i recenti studi dei rapporti tra Occidente  e Oriente, e dello sguardo che ha l’uno nei confronti dell’altro (occidentalismo e orientalismo). Said infatti afferma che i distretti del sapere, così come il lavoro degli artisti, sono limitati e modificati dall’ambiente sociale, dalle tradizioni culturali , dalla storia e dalle istituzioni.
Scrivere non è dunque un’attività libera, ma è soggetta a forti limitazioni nel repertorio delle immagini, nelle premesse e nelle intenzioni. Quando parliamo di “Orientalismo” ad esempio, ci riferiamo ad un modo “regolamentato” di scrivere, osservare e studiare, denominato da imperativi , prospettive e inclinazioni ideologiche  solo in apparenza  sono costruiti a misura dell’oriente. Gramsci parla addirittura di “egemonia culturale” e dell’ orientalismo come un ‘idea forte dell’Europa, una nozione collettiva tramite cui si identifica un “noi” europei in contrapposizione agli “altri” non europei.
I due film che ho voluto proporre per questo progetto di ricerca sono:
- Nuovomondo , regia di E. Crialese: tratta dell’emigrazione degli italiani nei primi anni del novecento verso l’America e del  profondo senso di identità che li lega alla loro terra e che sono purtroppo costretti ad abbandonare perché non offre concrete prospettive per il futuro.
- Lebanon, regia di S.Maoz: Prima guerra del Libano, giugno 1982. Un carro armato e un plotone di paracadutisti vengono inviati a perlustrare una cittadina ostile bombardata dall’aviazione israeliana. Ma i militari perdono il controllo della missione, che si trasforma in una trappola mortale. Quando scende la notte i soldati feriti restano rinchiusi nel centro della città, senza poter comunicare con il comando centrale e circondati dalle truppe d’assalto siriane che avanzano da ogni lato. Ben presto ci si rende conto che è una guerra  senza più alcun senso, guidata dalla follia e non dalla ragione umana.
L’uomo dunque , intellettualmente intorpidito, inseguirà sempre il sogno della pace perpetua, nata da un patto di non belligeranza tra popoli, ma non potrà mai ottenerla finchè ignoranza, sete di potere e fanatismo verranno “assorbiti” dall’animo umano in qualunque parte del mondo egli nascaPartiamo dalla definizione di “coscienza collettiva”,proposta da Emile Durkheim. Secondo Durkheim   essa si differenzia dalla coscienza individuale ed è l’insieme di rappresentazioni, norme e valori, condiviso dai membri di una società, e come tale costituisce  la dimensione societaria di questo insieme di persone.  Nello specifico Heidegger afferma che  l’uomo (che sia arabo o cristiano)  è gettato nel mondo in quanto non ha scelto consciamente  di esistervi  e in particolare è gettato nel micromondo in cui è vigente tale “coscienza collettiva”: si conforma cioè ad una determinata cultura vigente, che è la prima maniera per interagire verso l’altro.
Ora si passa ad un’analisi più dettagliata del concetto di identità, di società e di cultura : questi aspetti vengono approfonditi attraverso  i recenti studi dei rapporti tra Occidente  e Oriente, e dello sguardo che ha l’uno nei confronti dell’altro (occidentalismo e orientalismo). Said infatti afferma che i distretti del sapere, così come il lavoro degli artisti, sono limitati e modificati dall’ambiente sociale, dalle tradizioni culturali , dalla storia e dalle istituzioni.
Scrivere non è dunque un’attività libera, ma è soggetta a forti limitazioni nel repertorio delle immagini, nelle premesse e nelle intenzioni. Quando parliamo di “Orientalismo” ad esempio, ci riferiamo ad un modo “regolamentato” di scrivere, osservare e studiare, denominato da imperativi , prospettive e inclinazioni ideologiche  solo in apparenza  sono costruiti a misura dell’oriente. Gramsci parla addirittura di “egemonia culturale” e dell’ orientalismo come un ‘idea forte dell’Europa, una nozione collettiva tramite cui si identifica un “noi” europei in contrapposizione agli “altri” non europei.
I due film che ho voluto proporre per questo progetto di ricerca sono:
- Nuovomondo , regia di E. Crialese: tratta dell’emigrazione degli italiani nei primi anni del novecento verso l’America e del  profondo senso di identità che li lega alla loro terra e che sono purtroppo costretti ad abbandonare perché non offre concrete prospettive per il futuro.
- Lebanon, regia di S.Maoz: Prima guerra del Libano, giugno 1982. Un carro armato e un plotone di paracadutisti vengono inviati a perlustrare una cittadina ostile bombardata dall’aviazione israeliana. Ma i militari perdono il controllo della missione, che si trasforma in una trappola mortale. Quando scende la notte i soldati feriti restano rinchiusi nel centro della città, senza poter comunicare con il comando centrale e circondati dalle truppe d’assalto siriane che avanzano da ogni lato. Ben presto ci si rende conto che è una guerra  senza più alcun senso, guidata dalla follia e non dalla ragione umana.
L’uomo dunque , intellettualmente intorpidito, inseguirà sempre il sogno della pace perpetua, nata da un patto di non belligeranza tra popoli, ma non potrà mai ottenerla finchè ignoranza, sete di potere e fanatismo verranno “assorbiti” dall’animo umano in qualunque parte del mondo egli nasca.

Al momento non ci sono commenti per questo articolo

Commenta questo articolo

Lascia un commento

© 2008 - Grafica e layout sono di esclusiva proprietá di NOA
Piattoforma basata su WordPress - modificata da Estroweb Srl