Questioni di Frontiera
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Domenica 05 Febbraio 2012 | 11:32

Il 14 giugno è scomparso Esbjorn Svensson, pianista leader del trio omonimo. Il gruppo svedese conferma che il Nord Europa è una fucina straordinaria di talenti che spaziano dal jazz alle sperimentazioni pop. Il trio si è affermato negli anni Novanta come una delle più interessanti formazioni musicali del continente, arrivando a coinvolgere e a convincere platee e gusti che vanno ben oltre le nicchie dei jazzofili. Ha conquistato nel 2006 la prima pagina della prestigiosa rivista americana Down Beat. Per lo stile degli E.S.T. si è fatto ricorso alla definizione di “romanticismo dark”: timbri e sonorità che scavalcano e incrociano i confini del jazz e del funk, del pop e della musica elettronica, rock e drum&bass. Distorsioni che si prolungano e si intrecciano con la dimensione orchestrale dei pezzi, a partire dalla tecnica intensa del pianista, dallo stridere del contrabbasso e da un uso personale delle percussioni. Dissonanze e contaminazioni ‘emotive’ che si avvicinano alle escursioni strumentali dei Radiohead. Il loro ultimo lavoro in studio, Tuesday Wonderland, riporta in copertina uno squarcio dell’arcipelago di Stoccolma (nella foto). Lo stesso nel quale, come in una ’sincronia’ nefasta degna di un film di Kieslowski, è annegato durante un’immersione il leader del gruppo.

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