Wonder V. aveva stupito tutti con la coraggiosa corsa in solitaria del PD. Un po’ meno con la derapata manettara dell’Idv. Ma poi ha perso la scommessa, le notti romane da bianche sono diventate nere, e il PD oggi sconta la sua avventatezza. L’abbiamo rivisto a Denver, esaltare la “leadership morale” degli Stati Uniti invocata da Obama, ma senza fiatare sulla guerra in Afganistan. Se l’America cambierà strada, lui che farà, resterà il candidato ombra del colosso Usa, oppure farà un passo indietro? Il problema è che nel PD scarseggiano i successori disposti a farsi avanti.
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