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Domenica 05 Febbraio 2012 | 11:29

Il 21 aprile scorso, sul New Yorker, Ian Buruma ha pubblicato un saggio intitolato “After America”. Dal 2005, Buruma vive a New York dove insegna “Giornalismo e Diritti Umani” all’università. Ha scritto sull’11 Settembre e sull’odio contro l’Occidente. La sua ricerca si concentra sull’Asia e in particolar modo sul Giappone del XX Secolo. Buruma ammette che la crescita del “Nuovo Mondo” è impressionante ma è scettico sulla fine dell’egemonia americana.

Dieci anni fa sembrava che l’economia giapponese stesse per colonizzare il mondo ma Tokio è rimasto uno Stato-guida senza espandersi (troppo) oltre i suoi confini naturali. Anche la Cina potrebbe sgonfiarsi? Gli Stati Uniti, secondo Buruma, sono ancora in grado di contenere i loro avversari sfruttando la propria schiacciante superiorità militare. Secondo il World Economic Forum gli Usa restano “l’economia più competitiva al mondo”. Gli analisti del Cato Institute hanno messo in guardia dal polverone mediatico sulla recessione americana, che alimenta le speculazioni finanziarie, ma potrebbe trasformare una crisi ciclica del capitalismo in nuovo Ventinove.

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