Questioni di Frontiera
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Giovedì 09 Settembre 2010 | 5:42

di Simon Romero. Il documentario della televisione di stato boliviana si apre con delle immagini sfocate di capi Ustascia, il movimento fascista al potere in Croazia durante la Seconda Guerra mondiale. La trasmissione – parte della campagna di propaganda contro uno dei più spietati critici del presidente Evo Morales, mostra vecchie foto in bianco e nero di vittime emaciate nei campi di concentramento. Subito dopo la domanda “Chi è Branko Goran Marinkovic Jovicevic?”. Lo vediamo mentre agita nervosamente il suo pacchetto di Camel Lights sulla scrivania. E’ l’erede 41enne di un impero a base di olio da cucina e bestiame, ma la sua schiatta viene associata ai Nazisti che si rifugiarono in Sud America. (continua…)

di Annarita Pavone. Israeliano di nascita, Koren vive a Brooklyn. Ha iniziato a disegnare storie di fantascienza quando faceva il servizio militare, che in Israele non è uno scherzo. Allievo del maestro Uri Fink (“Zbeng”, “Jungle Book”, “Sabarman”), Shadmi ha pubblicato le prime opere da adolescente, quando la scena fumettistica israeliana non offriva una grande concorrenza. Le cose da allora sono cambiate e oggi il fumetto israeliano sembra rivitalizzato, anche grazie ad autori come lui. Le storie brevi della raccolta “In carne e ossa”, uscita da poco in Italia, sono animate da personaggi depressi e bizzarri. (continua…)

di Angela Paparella. Pubblichiamo la prima puntata di un “reportage aziendale” che, idealmente, rende onore alla narrativa di Massimo Lolli. Prendete questi pezzi come uno stream destinato a riscaldare la dura prassi professionale. Come dire, la vita privata di un ufficio che non è fatta solo di procedure e operazioni, ma anche di sana emotività. (continua…)

Wasatia è stato creato nel 2007 da Muhammad Dajani, uno dei membri del movimento palestinese Fatah. Il piccolo partito si batte per il “diritto di ritorno” dei rifugiati palestinesi, vuole fare politica “pratica”, condanna le violenze di Hamas. L’obiettivo è di “insegnare ai giovani che le bombe suicide non sono l’Islam”. (continua…)

I Tolkenian linguists sono i fan che hanno scelto di approfondire quella straordinaria invenzione che sono le lingue fantastiche create da Tolkien. I linguisti si dividono in Puristi e Ricostruzionisti. I primi ritengono che l’elfico sia una lingua che andrebbe studiata nelle scuole e all’università e preservata in biblioteca. I ricostruzionisti vorrebbero addirittura creare un elfico standard, parlato, in grado di espandersi grazie all’uso comune. La vecchia storia delle lingue morte e dei volgari che nel Medioevo portò alla nascita delle lingue neolatine. Ecco, prima di fare i conti con il romanzo di Tolkien era necessario parlare di tutto questo.

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