Questioni di Frontiera
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Giovedì 09 Settembre 2010 | 5:13

Era la scuola per i quadri dirigenti del vecchio PCI. Si svolgevano lunghe riunioni magari inconcludenti e solo intellettualistiche, ma soprattutto era un tentativo di coordinare politiche e analisi sui cambiamenti della società da parte delle forze di sinistra. Oggi il movimento degli studenti vive nello spontaneismo che è conseguenza e riflesso del vuoto politico lasciato dai partiti riformisti (radicali e moderati). Tra dati e numeri imprecisi o imprecisati, slogan e dichiarazioni di 20 secondi buone per le striminzite pagine politiche dei tg, comizi e contro-comizi, la lacuna riguarda ancora una volta la tensione intellettuale, organizzativa e comunicativa del partito democratico (e dei suoi satelliti). (continua…)

L’ultimo numero della rivista “Italianieuropei”, la Fondazione di Massimo D’Alema, ospita un intervento autorevole. Quello del ministro Claudio Scajola. Il tema è l’energia nucleare. “Di fronte alla sfide rappresentate dai rischi per la si­curezza dell’approvvigionamento energetico, dall’aumento del costo dell’energia e dal cambiamento climatico globale dovuto alle emissioni di gas con ef­fetto serra – scrive Scajola - il governo intende puntare sulla diversi­ficazione delle aree di approvvigionamento e delle fonti energetiche, puntando sulle fonti rinnovabili, sul carbone pulito e, in particolare, sull’energia nu­cleare. Il governo si pone quindi l’obiettivo ambizio­so di rendere possibile l’inizio dei lavori di realizza­zione di un gruppo di centrali di generazione elettri­ca nucleare entro la legislatura”. Dovrebbero essere 5 e il ministro ha già riunito una task-force di esperti per decidere qualcosa entro Natale. Il ministro-ombra del PD, Pierluigi Bersani, ha commentato le posizioni di Scajola definendole “più concrete e meno ideologiche” del passato.

Il problema dell’istruzione è complesso, andrebbe collocato in un contesto globale, e non è estraneo in questo senso alle ristrutturazioni del capitalismo a cui stiamo assistendo. Si tratta in fondo di una nuova svolta dell’economia globalizzata, dopo le orge postmoderne basate, per l’appunto, sull’accumulo di un capitale immateriale, virtuale, come è quello del sapere e della conoscenza (la rivoluzione informatica). Il bivio è netto, è tracciato un aut aut da cui non si scappa: rilanciare e riformare l’istruzione pubblica o affossarla, abbatterne non solo costi e sprechi, ma impedirne la crescita, lo sviluppo. (continua…)

I sondaggi danno Obama saldamente in testa mentre McCain non demorde, visto che non è un tipo abituato a perdere. Ma se vincesse il candidato democratico quale sarà il “cambiamento” di cui ci parla? Riuscirà a fare i conti fino in fondo con la crisi della sinistra, a indirizzare i paesi europei orfani del comunismo e figli di un socialismo in panne a ritrovare il lume della Ragione? Obama è figlio della rivoluzione di Woodstock più che di quella sessantottina. (continua…)

Il governo Berlusconi ha fatto un buon lavoro boicottando l’ingresso dell’Iran tra i Paesi membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Le ambizioni nucleari di uno stato teocratico sono pericolose. Una posizione ben diversa da quella dell’ex premier Prodi: quest’ultimo si è fatto fotografare senza inibizioni mentre stringeva la mano dei chierici iraniani, durante una conferenza in cui, manco a dirlo, si è paragonato Isarele al Nazismo. Ma il pragmatismo dell’attuale governo Berlusconi in politica estera, di cui abbiamo già parlato a proposito dell’amicizia con Putin, può riservare delle sorprese. L’Italia prende le distanze dagli ultrà religiosi ma cincischia con le autocrazie postsocialiste. (continua…)

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