Era la scuola per i quadri dirigenti del vecchio PCI. Si svolgevano lunghe riunioni magari inconcludenti e solo intellettualistiche, ma soprattutto era un tentativo di coordinare politiche e analisi sui cambiamenti della società da parte delle forze di sinistra. Oggi il movimento degli studenti vive nello spontaneismo che è conseguenza e riflesso del vuoto politico lasciato dai partiti riformisti (radicali e moderati). Tra dati e numeri imprecisi o imprecisati, slogan e dichiarazioni di 20 secondi buone per le striminzite pagine politiche dei tg, comizi e contro-comizi, la lacuna riguarda ancora una volta la tensione intellettuale, organizzativa e comunicativa del partito democratico (e dei suoi satelliti). (continua…)
L’ultimo numero della rivista “Italianieuropei”, la Fondazione di Massimo D’Alema, ospita un intervento autorevole. Quello del ministro Claudio Scajola. Il tema è l’energia nucleare. “Di fronte alla sfide rappresentate dai rischi per la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, dall’aumento del costo dell’energia e dal cambiamento climatico globale dovuto alle emissioni di gas con effetto serra – scrive Scajola - il governo intende puntare sulla diversificazione delle aree di approvvigionamento e delle fonti energetiche, puntando sulle fonti rinnovabili, sul carbone pulito e, in particolare, sull’energia nucleare. Il governo si pone quindi l’obiettivo ambizioso di rendere possibile l’inizio dei lavori di realizzazione di un gruppo di centrali di generazione elettrica nucleare entro la legislatura”. Dovrebbero essere 5 e il ministro ha già riunito una task-force di esperti per decidere qualcosa entro Natale. Il ministro-ombra del PD, Pierluigi Bersani, ha commentato le posizioni di Scajola definendole “più concrete e meno ideologiche” del passato.
Il problema dell’istruzione è complesso, andrebbe collocato in un contesto globale, e non è estraneo in questo senso alle ristrutturazioni del capitalismo a cui stiamo assistendo. Si tratta in fondo di una nuova svolta dell’economia globalizzata, dopo le orge postmoderne basate, per l’appunto, sull’accumulo di un capitale immateriale, virtuale, come è quello del sapere e della conoscenza (la rivoluzione informatica). Il bivio è netto, è tracciato un aut aut da cui non si scappa: rilanciare e riformare l’istruzione pubblica o affossarla, abbatterne non solo costi e sprechi, ma impedirne la crescita, lo sviluppo. (continua…)
I sondaggi danno Obama saldamente in testa mentre McCain non demorde, visto che non è un tipo abituato a perdere. Ma se vincesse il candidato democratico quale sarà il “cambiamento” di cui ci parla? Riuscirà a fare i conti fino in fondo con la crisi della sinistra, a indirizzare i paesi europei orfani del comunismo e figli di un socialismo in panne a ritrovare il lume della Ragione? Obama è figlio della rivoluzione di Woodstock più che di quella sessantottina. (continua…)
Il governo Berlusconi ha fatto un buon lavoro boicottando l’ingresso dell’Iran tra i Paesi membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Le ambizioni nucleari di uno stato teocratico sono pericolose. Una posizione ben diversa da quella dell’ex premier Prodi: quest’ultimo si è fatto fotografare senza inibizioni mentre stringeva la mano dei chierici iraniani, durante una conferenza in cui, manco a dirlo, si è paragonato Isarele al Nazismo. Ma il pragmatismo dell’attuale governo Berlusconi in politica estera, di cui abbiamo già parlato a proposito dell’amicizia con Putin, può riservare delle sorprese. L’Italia prende le distanze dagli ultrà religiosi ma cincischia con le autocrazie postsocialiste. (continua…)
