Questioni di Frontiera
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Domenica 05 Febbraio 2012 | 10:21

di Ronnie. Ci sono libri che hanno una brutta fama. Quella di essere lunghi e difficili. Li tieni sepolti sulla scrivania e, ogni volta che l’occhio cade sulla copertina, un po’ ti penti di averli dimenticati un po’ vorresti non averli mai incontrati. Con chiunque ne parli, salta fuori che sono stati una splendida avventura intellettuale. Alla stizza si unisce la vergogna ma i colpevoli restano lì, altezzosi e incapaci di farsi sfogliare. Herzog è uno di questi libri. C’è gente che ha impiegato anni a finirlo anche se non lo ammetterebbe mai. Non è uno di quei tomi da aeroporto che seicento pagine filano via tra un decollo e l’altro – no, è un maledetto romanzo, complicato più di un’equazione di terzo grado. Per com’è scritto, per quello che provoca quando lo assaggi: la prosa di Saul Bellow ti assale come una mazzata frontale, il cervello va in pezzi, devi fermarti, riprendere fiato, questo fottuto Herzog è un tipo da panico, lui e le sue lettere dall’inferno freudiano. (continua…)

L’afgano Zalmay Khalilzad è stato ambasciatore degli Usa alle Nazioni Unite sotto la presidenza Bush. Nel discorso tenuto davanti al Consiglio di Sicurezza dell’ONU il 14 ottobre scorso, Khalilzad – che secondo alcuni osservatori potrebbe candidarsi alla successione del presidente Karzai – ha fatto un bilancio sulla guerra contro Al Qaeda e i Taliban proponendo alcune vie di fuga rispetto alla stasi attuale. (continua…)

di Kawkab Tawfik. I maggiori giornali arabi aprono su immagini degli aiuti umanitari inviati a Gaza, quasi ci fosse una competizione tra per lavarsi la coscienza (gheddafi ha definito i paesi arabi moderati dei “codardi”). I giornali del Golfo, ed esempio, attaccano velatamente le politiche di infitah (apertura) portate avanti dall’Egitto verso Israele. Così “Al Ahram”, il più importante giornale egiziano, si difende attaccando Israele. Il quotidiano kuwaitiano “Al Jarida” invece preferisce sottolineare che Mubarak ha condannato sia Gerusalemme che Hamas. Secondo “Al Akhbar”, l’Egitto riceve “la più grande quantità di insulti” da parte del mondo arabo e dei manifestanti pro-Gaza scesi in piazza nella giornata di ieri. L’Egitto aveva condannato Hamas per non aver voluto trasferire i feriti palestinesi negli ospedali egiziani, ma il giornale palestinese “Al Quds” riporta una dichiarazione di un portavoce di Hamas che durante una conferenza stampa all’ospedale Shifa, rispondendo alle accuse mosse dal ministro degli esteri egiziano, ha ricordato che “sei mesi fa l’Egitto ha rifiutato la nostra richiesta di introdurre nel territorio le sue ambulanze per trasportare i feriti”.

War Against the Weak: Eugenics and America’s Campaign to Create A Master Race, di Edwine Black, è un libro che andrebbe letto per capire dove e quando hanno avuto origine le teorie sull’eugenetica, il ”design” dei nascituri, la selezione sessuale, il controllo della riproduzione e la clonazione. Normalmente consideriamo gli scienziati che si occupano di queste ricerche una specie di benefattori dell’umanità ed è più o meno quello che credevano di essere i medici e i biologi che diedero vita all’eugenetica negli Usa e in Germania durante la prima metà del XX secolo. Appoggiati, se non esaltati, dalla stampa mainstream, proprio come accade oggi. Una visione fascista e demagogica del mondo che pensa di risolvere i problemi e le questioni legate alla salute intervenendo con forme di controllo medico sulla vita e il comportamento degli individui. Per esempio scremando tra i geni buoni e le “anomalie genetiche” come i Down. (continua…)

di PFM. Nasce nel 1903, così, d’improvviso, e per di più in un’Italia meridionale culturalmente molto arretrata e con indici di analfabetismo altissimi. Muore nel 1991, altrettanto d’improvviso, ma in un panorama culturale in netta ripresa grazie alla scolarizzazione di massa e in un Mezzogiorno d’Italia che conosceva, nel ventennio Ottanta e Novanta, una sorta di renaissance sociale. Stiamo ovviamente parlando del teatro Petruzzelli di Bari – il “gran Petruzzelli” come lo si chiamava ostentando con orgoglio la enorme capienza dei posti a disposizione del suo pubblico: ma di quale pubblico non si capiva poi tanto… E stiamo altresì parlando di Bari, città che ha sempre avuto una vocazione mercantile grazie ai suoi pingui commerci, ubicata com’è sulle sponde al sud del mare Adriatico in posizione favorevole per i traffici col vicino Oriente. (continua…)

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