di Stefano Fabbroni. La vicenda dei rubinetti del gas aperti e chiusi da Gazprom impone un’adeguata riflessione sui rapporti Russia-Unione Europea. Il colosso di San Pietroburgo fa periodicamente tremare l’Europa, perchè la dipendenza del Vecchio Continente dal gas russo è notevole. L’U.E. riceve circa il 25% del suo fabbisogno complessivo dalla Gazprom, un quarto del totale. Dipendono da Gazprom i paesi balcanici, buona parte di Germania, la Francia e l’Italia. Ma perchè a rimetterci è Europa, visto che la questione nasce e si sviluppa nel conflitto che oppone la Russia all’Ucraina? Il mancato accordo per le tariffe del 2009 ed il mancato pagamento di arretrati da parte di Kiev sono motivazioni che effettivaente non giustificano in pieno la reazione di Mosca. Da un po’ di tempo è anche spuntato il nome di una società con sede in Svizzera, “RosUkrEnergo”, creata per mediare le vertenze Russia-Ucraina, per stabilire ed adottare le tariffe migliori. Gazprom detiene circa il 50% del capitale di RosUkrEnergo, e questo aumenta i dubbi sulla gestione della politica energetica russa. (continua…)
di Cheryl Miller. Nel romanzo di Don DeLillo L’uomo che cade, un uomo in giacca e cravatta si butta di testa da un grattacielo di Manhattan poche settimane dopo gli attacchi dell’11 Settembre del 2001. Si tratta di David Janiak, un performer che, in realtà, indossa una imbracatura di sicurezza sotto il vestito. Nessuno sa che cosa voglia significare questa sua esibizione – messa in scena davanti ai volti inorriditi degli spettatori di tutta la città di New York; fatto sta che è stata una forma orrenda di ricordare i veri uomini e donne che si lanciarono verso la morte dal World Trade Center. Alla fine, la New School for Social Research ha persino creato un panel di esperti su Janiak chiedendosi: “E’ un esibizionista senza cuore o un nuovo cronista coraggioso nell’era del terrore?”. Il lavoro satirico di DeLillo solleva una domanda più profonda che qualsiasi romanziere destinato a fare i conti con l’11 Settembre deve per forza affrontare. E’ possibile estrarre l’arte dall’orrore senza essere uno sfruttatore di cattivo gusto? La domanda non è proprio accademica. Durante gli ultimi decenni, la gran parte dei romanzieri che hanno scritto sulla società americana si sono messi al riparo dall’impegno che richiede parlare di eventi del mondo reale, favorendo ritratti più interiori dei loro personaggi e delle vite che conducono. Più tardi, però, un numero sorprendente di autori hanno utilizzato come oggetto dei loro libri gli attacchi terroristici e il loro effetto sui newyorchesi che li hanno vissuti in prima persona. (continua…)
Il premier Olmert da dichiarato un cessate il fuoco unilaterale che per il momento mette fine alla Guerra di Gaza. E’ una tregua parziale e traballante, visto che l’esercito israeliano resta nella Striscia pronto a riprendere l’offensiva se ci saranno violazioni o nuovi attacchi di Hamas. Pochi minuti dell’annuncio di Olmert, infatti, nuovi missili sono stati lanciati dalla Striscia contro la parte meridionale di Israele. La guerra è iniziata quando – alla conclusione della tregua stabilita tra Hamas e Israele circa sei mesi fa, l’organizzazione terrorista palestinese ha ripreso a lanciare decine di missili sulla parte meridionale di Israele. L’esercito israeliano è intervenuto in modo massiccio, come ammettono gli stessi comandi militari israeliani, prima con i bombardamenti mirati dell’aviazione e le operazioni dei corpi speciali, poi con una limitata operazione delle truppe terrestri. In tre settimane sono morti più di 1.400 tra miliziani di Hamas e civili palestinesi. Ci sono stati anche dei morti e dei feriti sul fronte israeliano. (continua…)
di Kawkab Tawfik. Il quotidiano arabo “Assharq Al Awsat” pubblica la notizia di una fatwa emessa in Turchia che dà alle donne il diritto di picchiare i mariti per difendendersi da abusi e maltrattamenti. Sheikh Mohsen al Obeikan, un consigliere del ministero della giustizia saudita e membro del Consiglio della Shura saudita si è mostrato favorevole a questo proposito insieme a qualche intellettuale di Egitto e Turchia. “Questo diritto è riconosciuto dai giuristi islamici ed ha origine nella Shari’a islamica, nel Corano e negli Hadith (i detti del profeta)”, ha affermato lo Sheikh. (continua…)
In questi giorni si è discussa in Senato la legge sull’Università targata Gelmini (il ddl approvato a colpi di fiducia). Al di là della battaglia parlamentare e della definizione corretta da affidare alle proposte del centrodestra – riforma, controriforma, avanzamenti sulla questione del turn-over e del merito insieme con l’attacco finanziario indiscriminato portato agli Atenei italiani, virtuosi o meno – si tratta di verificare ancora una volta tenuta e potenzialità del movimento degli studenti e dei precari, non solo in un’ottica nazionale. Da più parti, infatti, si prevede una ripresa immediata delle manifestazioni e del lavoro di protesta; altri osservatori si spingono oltre, pronosticando una nuova ondata di mobilitazioni che lentamente salirà fino a dilagare alla ripresa dell’anno scolastico 2009-2010, in autunno. Accanto a quella sorta di ‘industria’ della critica all’Università che sforna libri pamphlet studi ormai ad ogni battito di ciglia, anche Micromega dedica un report sull’Onda e sullo stato dell’arte del nostro sistema d’istruzione.Intanto, è riecheggiato poco il trend descritto dal IX rapporto del ’Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario’ (sic). Insieme al CIVR e all’ANVUR, l’Agenzia di valutazione prevista dal dimenticabile ministro Mussi e ai nuclei a livello locale, il CNVSU è l’organo di controllo dei nostri Atenei. (continua…)
