Questioni di Frontiera
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Giovedì 09 Settembre 2010 | 5:14

Se il Pd in futuro venisse ridimensionato più di quanto non lo sia già, l’imperfetto bipolarismo italiano potrebbe farci tornare verso un proporzionale come quello israeliano. Per questo Marco Follini rimpiange la DC e vorrebbe una nuova Kadima italiana. Kadima in ebraico significa “Avanti” ed è stata fondata da due pesi massimi della destra e della sinistra israeliana, Sharon e Peres. E’ riuscita a incunearsi tra il Likud e i laburisti diventando la forza egemone dello spettro politico israeliano. Un centro decisivo come poteva esserlo la DC degli anni d’oro, conservatore ma non reazionario, laburista senza essere comunista. Marco Follini, che del Pd è grande comunicatore, pensa a una terza forza tipo Kadima in grado di piazzarsi tra Pd e Pdl. I fondatori potrebbero essere i Rutelli e i Fini, e perché no i Casini, che non hanno la statura dei loro progenitori israeliani, ma di politica ne masticano e abbastanza. Ma quale sarebbe l’identità di questo nuovo e potenzialmente forte partito neoborghese ancora in bozza nella testa di Follini? Sarebbe più atlantico o europeista? Più o meno fedele alla dottrina della Chiesa Cattolica? Certamente potrebbe essere una bella sorpresa per il Pd e il Pdl alla fine dell’era Berlusconi. L’avversario che non ti aspetti.

La revoca della scomunica al vescovo negazionista Williamson ha scatenato la guerriglia informatica che punta alla “nazificazione” di Benedetto XVI. Il paradosso di queste accuse è che arrivano proprio da chi odia Israele e accusa lo stato ebraico di essere l’ombra di Hitler. La mistificazione è basata su questo video di YouTube, dove si vede un giovane Ratzinger in veste talare che farebbe il saluto nazista (sempre che sia lui). La foto in questione è un falso. Guardatela bene: è stata tagliata e manipolata in modo grossolano. L’uomo nella foto non sta salutando il fuhrer ma benedice il suo gregge, con tutte e due le braccia alzate. Nel ritocco, però, manca curiosamente l’altro braccio. (continua…)

A Chianciano Terme, tornando come un killer malizioso sul luogo del delitto, Vendola ha celebrato la scissione più annunciata nella storia fratricida dei (post-)comunisti italiani. Da Rifondazione comunista, dunque, si passa al progetto del Movimento per la sinistra. Il contorno è stato desolante, degno di un salotto Vespa-Marzotto: la piccola storia ignobile di Liberazione e del suo scapigliato direttore, le schermaglie tra Fagioli, Niki e l’ineffabile Fausto. Passando oltre, è la proiezione in avanti di un leader uscito sconfitto dall’ultimo congresso rifondarolo, ed è una mossa politica e culturale dai contorni precisi, in attesa delle elezioni di giugno. Secondo Ferrero non è altro se non una ’scissione verso destra’. Il gruppo nazionale di Rc osserva con qualche silenzio isterico le traiettorie di ciò che resta della sinistra italiana, individuando stancamente nella posizione di Vendola e dei suoi una prova di dialogo con l’ala più ‘radicale’ dei democratici. Ma c’è più di un punto nel progetto di Niki che merita di essere valutato a fondo. (continua…)

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