La revoca della scomunica al vescovo negazionista Williamson ha scatenato la guerriglia informatica che punta alla “nazificazione” di Benedetto XVI. Il paradosso di queste accuse è che arrivano proprio da chi odia Israele e accusa lo stato ebraico di essere l’ombra di Hitler. La mistificazione è basata su questo video di YouTube, dove si vede un giovane Ratzinger in veste talare che farebbe il saluto nazista (sempre che sia lui). La foto in questione è un falso. Guardatela bene: è stata tagliata e manipolata in modo grossolano. L’uomo nella foto non sta salutando il fuhrer ma benedice il suo gregge, con tutte e due le braccia alzate. Nel ritocco, però, manca curiosamente l’altro braccio.
Nel video si racconta di una giovane Ratzinger che militava entusiasticamente nelle Hitlerjugend, omettendo che il Papa ha ricordato così quegli anni: “Il nazismo ha rovinato la mia giovinezza. Era un regime infausto che pensava di possedere tutte le risposte; il suo influsso crebbe penetrando nelle scuole e negli organismi civili come anche nella politica e addirittura nella religione, prima di essere pienamente riconosciuto per quel mostro che era”. Parole chiare che dovrebbero far riflettere chi descrive il pontefice come uno che “ringhia ai gay e scodinzola a Bush”. Lo studente che al liceo “eccelleva in biologia” – una materia scolastica perfetta ai bisogni di questa vigliacca nazificazione del papato.
Il punto è che, qualsiasi cosa dica o faccia, Benedetto viene preso di mira da un gruppo di cialtroni che si sta impossessando di Internet. Oggi lo accusano di essere un antisemita e un negazionista così come ieri, dopo il discorso di Ratisbona, lo definirono un nemico dell’Islam e l’apostolo della lobby giudaico-cristiana che coordinerebbe la politica globale.
Il tradizionalismo cattolico lefevriano non c’entra una mazza con il paganesimo nazista così come le buffonate di Williamson non hanno nulla a che fare con la decisione del papa di recitare la messa in latino, eppure tutto viene mescolato in un calderone diffamatorio. Il paradosso è che gli accusatori virtuali di Ratzinger sono gli stessi che rifiutano il diritto all’esistenza dello stato di Israele. Quelli che il sionismo è una “filosofia genocidiaria”. Detto questo, speriamo vivamente che a Williamson continui a essere negata la Comunione.
