Ordem e Progresso. Sulla bandiera del Brasile campeggiano queste due parole. Insensate e dimenticate per molto tempo, forse per tutta la storia del paese, oggi tornano alla ribalta con prepotenza e orgoglio. Sono il simbolo del riscatto e dello sviluppo di una terra tormentata e frammentata. Sotto l’occhio vigile dell’Ordine e del Progresso nasce un paese nuovo. Pulito, senza debiti, libero e fiero di se stesso. Questo è il terzo Brasile. Dopo un primo periodo coloniale e una seconda fase segnata dalla dittatura militare, adesso il grande malato del Sud America è tornato protagonista. Certo, la ripresa totale rimane un miraggio, ancora molte persone vivono al di sotto della soglia della povertà, ma almeno il cambiamento è iniziato. Il Progresso non è più una parola vuota di significato sulla bandiera nazionale. E’ innegabile che sia stia affermando una nuova identità, che coincide e si lega in maniera inscindibile allo sviluppo economico, politico e internazionale attraversato dal Brasile. Si tratta di un movimento, percepito e percepibile da tutte le fasce sociali. Dall’intellighentia ai meno abbienti, tutti si identificano nel paese attuale. Una nazione, che sta formando i propri valori tramite la politica, lo sport, la tecnologia, la musica, la letteratura e i media, senza dimenticare però le proprie tradizioni culturali. La politica è uno dei principali veicoli della nuova identità. La storia personale e la retorica di Lula ne sono la conferma, così come la prossima candidatura della rivoluzionaria Dilma Russef. I brasiliani vedono al potere chi non avevano mai visto prima, un ex sindacalista di origini modeste e una ex combattente della lotta armata. Presente e futuro. Questo è il paese che verrà ricordato dai brasiliani. Questa è la nuova storia. Questo è il Terzo Brasile.
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