Nichi Vendola ha promesso battaglia. Se il governo dovesse soltanto provare a scegliere la Puglia per uno dei siti previsti dal nuovo piano nucleare, dovrà scendere in campo l’esercito. E’ probabile che con parole d’ordine come questa Vendola pensi di consolidare il consenso nella base del proprio elettorato tradizionale, ottenendo risultati lusinghieri sul breve e medio periodo. Se questa è la strada che ha scelto per guadagnarsi il secondo mandato alla guida della Regione Puglia faccia pure. Ad eccezione di qualche raro volto nuovo del Pdl (pensiamo ai giovani biscegliesi), la destra del Tavoliere è in crisi. La lotta intestina fra il ministro Fitto e l’ex sindachessa Poli Bortone indebolisce il partito, mentre le classi dirigenti baresi non sembrano in grado di rinnovarsi se non tornando al passato.
Lo andiamo dicendo da tempo. Sul piano locale Vendola ci sa fare e anche il ritorno di fiamma no-nuke è una buona mossa per rinsaldare il suo legame con il territorio. Ma esaurire solo in queste forme l’esperienza di governo degli ultimi anni, senza tentare il gran passo, esportando il “modello vendola” su scala nazionale, rappresenta anche il suo punto debole. “Sinistra e libertà” è stato l’inizio di un processo ma Vendola non si può permettere di invecchiare sulle macerie del comunismo, anche perché non è più un ragazzino, e l’aria cupa dei palazzi del potere l’ha vissuta e digerita in modo anche spregiudicato.
Si tratta quindi di guardare al lungo periodo, chiedendosi se il tabù sul nucleare sia davvero frutto di una sentita convinzione ideale o solo un vecchio arnese ideologico, che magari potrebbe essere ammodernato in virtù dei tempi che viviamo. Spieghiamo per bene, e senza retorica, quali sono i vantaggi e gli svantaggi di avere una centrale atomica nel giardino di casa. Magari costruiamoci sopra un piccolo referendum regionale, se può servire. Il governatore potrebbe avere delle sorprese: non è detto che i cittadini scartino in prima battuta la new wave nucleare.
A nostro parere sono passi importanti verso una futura, ma non remota, candidatura alle Primarie del Pd.

E’ una chiave di lettura molto interessante. Bisognerà vedere se il Pd esisterà ancora in quanto tale. E inoltre un eventuale crescita di popolarità di Vendola e del suo progetto politico potrebbe causare un cambiamento degli assetti partitici attuali.
Commento di giacinto — giugno 7, 2009 @ 7:00 pm
Anche Piero Sansonetti sembra pensarla come nella vostra conclusione di questo pezzo, visto che ha proposto nell’editoriale del 2 luglio de L’Altro la candidatura di Vendola alle primarie del Pd.
Commento di giacinto — luglio 4, 2009 @ 11:43 pm