Di gasdotti da fare, sottoscrivere e costruire, si parla molto e a volte a casaccio. Una cosa sono i progetti, altra cosa realizzare le tubature. Ma che “South-Stream” sia una delle rotte energetiche più probabili dei prossimi anni lo dimostra il fatto che i francesi di Electricité De France (EDF) hanno fiutato l’affare e adesso chiedono a Eni-Gazprom di poter entrare con una quota del 10 per cento nella realizzazione del progetto. La conduttura, lo ricordiamo, trasporterà il gas russo in Europa passando attraverso i Balcani e, nel suo braccio meridionale, in Italia – meglio ancora, in Puglia (sempre che il braccio sud si faccia). L’appoggio dei francesi non toglierà ad ENI il ruolo di primo piano che ha saputo ritagliarsi fino ad ora nel progetto, ma il problema resta quello di convincere questi grandi operatori privati a non dimenticare l’Italia quando verrà tracciato il percorso definitivo del gasdotto.
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