Il premio Nobel per la Pace al presidente Barack Obama, che non si è ancora ritirato dall’Iraq, martella Al Qaeda in Somalia, e lascia ancora aperto il supercarcere di Guantanamo, anche se è di questi giorni la notizia di un primo voto favorevole del Senato per lo smantellamento della prigione forse in anticipo rispetto alla data annunciata (2010). Sono le oscillazioni di un Presidente “centrista”, come è stato definito, ancora alla ricerca di un’identità politica precisa e convincente, soprattutto in politica estera.
La recente “svolta” sul genocidio in Darfur – incentivi al governo sudanese a patto di sostanziali provvedimenti per la fine degli abusi e delle violenze – ne è l’ennesima, ormai prevedibile testimonianza.
