Questioni di Frontiera
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Domenica 05 Febbraio 2012 | 10:15

pa172763Pubblichiamo un appello per un’Università pubblica firmato da centinaia di docenti e ricercatori. Il documento sembra una piattaforma ideale per tenere alta l’attenzione sui progetti di riforma, e soprattutto per tentare di coniugare critiche e proteste contro lo spirito del ddl con le proposte costruttive sulla governance degli Atenei e sui criteri di reclutamento (merito e valutazione). Tenendo ferme il punto della natura pubblica dell’istruzione in Italia e una critica rigorosa alla politica dei tagli che coinvolge (opprime) tutto l’apparato della formazione, dalle scuole alle Università agli Istituti di ricerca fino ai Conservatori. Nel Sud, in particolare (come sempre).

Noi, docenti universitari di ruolo attivi in diversi atenei e facoltà, seguiamo con crescente apprensione le vicende dell’università italiana e le scelte assunte in proposito dal governo in carica. (continua…)

veilBari, 18 dicembre. L’ultima lezione dei seminari è stata battagliera. Perché abbiamo parlato di questioni che ci stanno a cuore, in modi e forme diverse. Di patrie, migrazioni, vecchi e nuovi muri, grazie alla solida presenza di Anna, che ci ha accompagnato lungo un viaggio ai “confini illiberali delle democrazie liberali”. Maneggiando argomenti dibattuti come il velo, quello “democratico e femminista”, come ci ha spiegato Dora con un occhio alla giurisprudenza turca. In queste cinque giornate abbiamo piantato dei paletti che ci differenziano, ognuno di noi con il suo percorso, la sua storia personale, le sue idee, risorse utile a demistificare ideologie e narrazioni consuete. E anche se certe volte siamo stati retorici, quelle retoriche alla fine ci sembra di averle sconfitte, attraverso un modo sano e libero di esprimere le nostre individualità, tra scazzi e lazzi, in un discorso collettivo che sembra destinato a restare aperto, vago e indeterminato. Il prossimo 15 gennaio tocca a voi, discuteremo i vostri progetti di ricerca. Nel frattempo buon Natale e un 2010 da dio. (continua…)

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dositeidi Jacopo Giannangeli*. La Serbia è approdata all’Università “La Sapienza” di Roma. E lo ha fatto portando con sé un grosso carico di interrogativi, problematiche, questioni aperte o ancora da aprire, ma soprattutto con tante speranze. Il mese scorso, dal 26 al 28 ottobre, si è tenuto un convegno dal titolo “Identità europea della Serbia: il futuro del passato”; una tre giorni molto intensa, a cui hanno partecipato esponenti di primo piano del mondo culturale della slavistica dall’Italia e dalla Serbia, politici e diplomatici italiani e stranieri. (continua…)

hamas-diplomatsdi fm. Il mese di gennaio si presenta come un periodo cruciale per le sorti politiche del Medio Oriente, considerando le elezioni che si terranno in Iraq e quelle anticipate che si svolgeranno nei territori palestinesi (24 gennaio 2010). Mentre il Presidente uscente, il settantaquattrenne Mahmoud Abbas, ha dichiarato di non volersi ricandidare, le televisioni nazionali controllate dal partito di maggioranza Fatah continuano a mandare in onda servizi nei quali si fa propaganda in suo appoggio, e sostanzialmente si invoca una sua rielezione. Gli osservatori interpretano l’atteggiamento di Abu Mazen come una tattica per fare pressione sugli USA nella prospettiva di accelerare il congelamento degli insediamenti israeliani in Cisgiordania; ma soprattutto come un test di verifica per saggiare il consenso interno tra i palestinesi. All’ombra di Hamas. (continua…)

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