Questioni di Frontiera
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Domenica 05 Febbraio 2012 | 12:14

veilBari, 18 dicembre. L’ultima lezione dei seminari è stata battagliera. Perché abbiamo parlato di questioni che ci stanno a cuore, in modi e forme diverse. Di patrie, migrazioni, vecchi e nuovi muri, grazie alla solida presenza di Anna, che ci ha accompagnato lungo un viaggio ai “confini illiberali delle democrazie liberali”. Maneggiando argomenti dibattuti come il velo, quello “democratico e femminista”, come ci ha spiegato Dora con un occhio alla giurisprudenza turca. In queste cinque giornate abbiamo piantato dei paletti che ci differenziano, ognuno di noi con il suo percorso, la sua storia personale, le sue idee, risorse utile a demistificare ideologie e narrazioni consuete. E anche se certe volte siamo stati retorici, quelle retoriche alla fine ci sembra di averle sconfitte, attraverso un modo sano e libero di esprimere le nostre individualità, tra scazzi e lazzi, in un discorso collettivo che sembra destinato a restare aperto, vago e indeterminato. Il prossimo 15 gennaio tocca a voi, discuteremo i vostri progetti di ricerca. Nel frattempo buon Natale e un 2010 da dio.

Bari, 12 dicembre. Se il “laboratorio-Balcani” è per definizione inafferrabile, nella sua geografia come nella sua storia, abbiamo tentato di produrre una cartografia di quei luoghi spaziando dal passato al presente, dal cinema alla letteratura. E l’abbiamo fatto con l’aiuto di Gino Lorenzelli, PR Office del Corridoio VIII attualmente in forze all’ARPA, che ha parlato della ‘chimera’ del Corridoio VIII, delle potenzialità (deluse) di un progetto di integrazione e di cooperazione che sembra uscito dalle agende di politica estera dell’Italia (della Puglia) e in sede europea. Marco ha integrato le analisi di Lorenzelli con il reportage fotografico che nel 2006 ha prodotto insieme ad un altro free-lance nei Paesi del Corridoio (Albania, Macedonia, Bulgaria). Sempre di più, almeno per lo ‘zoccolo duro’ dei seminari, si ha l’impressione di un gruppo che ha gli occhi aperti sul mondo, diciamo così, e che contiene risorse che permettono ai nostri discorsi di attraversare codici e linguaggi plurali e di sconfinare negli ‘altrui mestieri’. E così Narda, insieme a Clara, hanno preso la parola per illustrare con qualche esempio la ricchezza e la varietà ma anche le ‘costanti’ della cultura balcanica contemporanea, tra cinema e letteratura. Senza dimenticare i nodi della memoria e della riconciliazione che la storia di quei Paesi convoca come questioni aperte e irrisolte: la costruzione dell’identità, la memoria dei conflitti, la loro mancata elaborazione, la dialettica tra amnistia e amnesia.

Bari, 4 dicembre. Con la buona stella di Said abbiamo continuato ad esplorare i territori delle frontiere e dell’identità, stavolta misurando il metodo della storia sociale sul tema della costruzione dell’identità meridionale che abbiamo collocato tra Sette e Ottocento. Nel periodo della ridefinizione dei confini e della scala di valori all’interno del continente europeo, si dà vita a un paradigma cristallizzato che fa leva sulla distinzione tra un Sud inteso come sede di arretratezza e di barbarie (o di ‘pittoresco’) opposto al modello settentrionale egemone che equivale a modernità, sviluppo e civiltà. Il meridione italiano è interpretato anche come frontiera, zona di confine tra Nord e Sud del mondo, Europa e ‘altra’ Europa (l’Oriente dei Balcani). Queste erano le coordinate del discorso che poi abbiamo cercato di testare facendo un passo avanti (e uno indietro). Abbiamo provato a costruire un breve spaccato della storia sociale del Sud dagli anni Settanta ad oggi, tra le politiche meridionali e nazionali e la nascita delle Regioni, le ‘mosse’ degli editori e dei gruppi intellettuali (con le mafie e la degenerazione del sistema politico che attraversano i decenni Ottanta e Novanta) e abbiamo individuato nel ritorno il tema ricorrente delle ‘nuove’ voci del cinema e della letteratura. E grazie agli ospiti della giornata abbiamo collegato le esperienze storiche di Ernesto De Martino ai fenomeni attuali della riscoperta della musica popolare: un musicologo un po’ fuori dagli schemi e poi un’amica di QF, Agata di Radici del Suono, ci hanno parlato del passato e del futuro, dei limiti e delle potenzialità del rilancio delle identià locali. E Marco ci ha fatto vedere le sue inchieste fotografiche in Basilicata e a Bari (vecchia). Alla fine sembravamo d’accordo su un punto: l’identità meridionale ha un futuro soltanto se riusciremo a pensarla in un contesto geo-politico e culturale più vasto, rileggendola con la profondità storica dello studio e della ricerca, oltre che col (sano) cazzeggio e con la disposizione all’apertura (allo ’scambio’). Una miscela di anarchia e di pragmatismo, come dimostrano l’attività e la passione di Agata. E quindi alla prossima puntata, per parlare di tubi, infrastrutture e Corridoio 8 (il pragmatismo), ma anche di cinema e di letteratura nei Balcani.

Bari, 27 novembre. Nella lezione di questa settimana dei Seminari sulla frontiera e l’identità, c’erano facce vecchie e nuove. Ormai abbiamo imparato a riconoscervi uno per uno, ma ci sono state nuove entrate (un po’ trafelate) ed è spuntata Clara che, zitta zitta, ci aiuterà a capire meglio che succede a Mosca e da quelle parti. La discussione si è animata nel pomeriggio, leggendo il discorso sulla immigrazione che il premier inglese Gordon Brown ha tenuto a Londra questo mese. Un discorso netto e senza fronzoli sulla identità inglese da preservare, fatto da un laburista che a quanto pare si è stancato di sentirsi dare del molle multiculturalista - e ha tirato fuori gli artigli, in nome di valori come la Nazione, la sicurezza, il ruolo che avranno gli immigrati nella società inglese. Un discorso che ha convinto la nostra Grace, “non sono razzista ma chi arriva da noi deve adattarsi al modo in cui viviamo. Non toglieremo la croce dalle nostre aule”, e fatto infuriare Massimo, “sarà pure Brown ma io voglio parlarvi del mio paese, il posto dove vivo, che non è Londra, ma è riuscito ad integrare la comunità albanese”. E Silvia che, esperienze pratiche alla mano, ci ha raccontato di quando lavorava al porto di Bari e di che vuol dire essere un profugo o un rifugiato politico, sbattuto dall’Afghanistan all’Italia: “l’Europa non sa dosare i flussi migratori e il nostro Paese più espelle immigrati più se ne riprende”. E ancora, Simone che non rinuncia al suo realismo, di qualsiasi argomento si parli. Detto questo, e mentre il nostro gruppo si sta rafforzando, coltivando intelligenze e sensibilità, vi aspettiamo venerdì prossimo, quando le amiche di Radici del Suono ci parleranno di musica e tradizioni popolari.

Lunedì 20 novembre abbiamo iniziato i seminari sulla frontiera e l’identità. E’ andata meglio del previsto perché eravate numerosi e vi siete dimostrati un bel gruppo, con buone soggettività che speriamo riescano a fare “massa critica”. Di carne al fuoco ne abbiamo messa tanta, forse troppa, ma ci sono sempre piaciute scorpacciate simili. E allora vai con il professor Said, l’Orientalismo, la narrativa di Parise e Saviano, Toni Morrison e il discorso di Obama al Cairo… l’elenco potrebbe essere molto lungo. Lara ci ha riportato a una lettura senza troppe pippe mentali dei testi presi in esame, esaltando il valore autonomo e senza fronzoli teorici della “scrittura emotiva” (formiche, formicai… eccetera). Silvia ha difeso con passione la causa palestinese (non è stata la sola), ma aspettiamo quelle “nuove idee” che potrebbero aiutarci ad andare oltre la road-map, i “mafiosi” di Hamas e la corruzione di Fatah, e tutto quello che sappiamo, per ridare dignità alla sacrosanta lotta del popolo palestinese in cerca di uno Stato. Lucia poi ha sorpreso tutti – e noi per primi – con quell’elogio dell’Ulisse dantesco fatto con eleganza e una notevole proprietà di linguaggio (facci un articolo, facce sognà!). E ancora Massimo, che non ha solo testa ma anche – ce lo permetta – un gran cuore; oppure l’(auto)ironia punzecchiante di Carlo; quelle osservazioni brevi, acute e pertinenti di Simone; e le belle parole di Grace su Obama – siamo convinti che se ad ascoltarla ci fossero stati David Axelrod o Rahm Emanuel l’avrebbero subito precettata per uno stage alla White House (della serie, “provaci ancora Obama”). Altri per adesso hanno fatto solo un’incursione, ed altri ancora sono stati più silenziosi e assorti – che non è per forza un male, intendiamoci, ma attenti, vi “costringeremo” a parlare! (ovviamente senza waterboarding…). Detto questo, arricchite questo spazio con le vostre osservazioni, critiche, idee e quant’altro (basta mandarci un messaggio su fb o una e-mail a info@noaweb.it). Ci vediamo venerdì prossimo. Noi ci siamo divertiti un sacco, voi? A presto, Roberto.

Venerdì 6 Novembre abbiamo presentato i Seminari presso la Libreria Laterza di Bari.

FAQ

Dove si svolge il Corso?

A Bari, nella sede di Eurocomp

Chi sono i docenti?

Fabio Moliterni, ricercatore in letteratura italiana contemporanea all’Università del Salento. Parlerà di archivi della memoria, tradizioni popolari, Puglia e Balcani.

Roberto Santoro, editor e giornalista. Si occupa di politica estera e giornalismo on line. Parlerò del rapporto tra giornalismo e Islam, ma anche del gasdotto South-Stream.

Gino Lorenzelli, giornalista e PR Officere del “Segretariato per il Corridoio VIII”. Parlerà dei corridoi paneuropei di trasporto e di storia dei Balcani.

Anna Simone, ricercatrice universitaria all’Università di Napoli. Parlerà dei nuovi muri del XXI secolo.

Dora Paola Sposato, autrice e giornalista, ha partecipato ai Seminari 2009 di QF a Roma Tor Vergata. Parlerà del ruolo della donna nell’Islam e del concetto di “velo democratico”.

Agata Scopelliti, esperta di tradizioni popolari. Cura il blog leradicidelsuono.blogspot.com Parlerà di musica e tradizione popolare e folk-revival.

Qual è il Calendario delle lezioni?

Le lezioni dei Seminari  si svolgeranno nella sede di Eurocomp. Ogni Venerdì, la mattina dalle 9.30 alle 13.30, e il pomeriggio dalle 14.30 alle 18.30.

Ecco le date dei seminari: 20 e 27 novembre (giornalismo e islam), 4 dicembre (archivi della memoria), 11 e 18 dicembre (Storia sociale europea).

Il 18 gennaio discuterete i vostri progetti di ricerca con la nostra commissione esaminatrice e assegneremo la borsa di studio dei seminari.

Per avere maggiori informazioni sui Seminari, scrivi a info@noaweb.it

“Questioni di Frontiera” è vincitrice del bando “Principi Attivi” della Regione Puglia

3 Commenti presenti

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  1. ciao a tutti….
    vorrei porgervi una queisito importante per me, ovvero: “i seminari si terranno smepre e d esclusivamente di venerdi?”;purtroppo io il mattino lavoro e quindi sarei impossibilitato a aprteciparvi anche in futuro…

    grazie sin d’ora per la risposta..

    g.p.

    Commento di giuseppe palmieri — novembre 12, 2009 @ 8:17 pm

  2. Sono davvero molto interessata a questo progetto. Volevo, pertanto, ulteriori delucidazioni riguardo il test d’ingresso: qual è il tema su cui scrivere l’articolo? Dove bisogna inviarlo?
    Inoltre, volevo avvisare in anticipo della mia partenza in Spagna a gennaio 2010 per il progetto Erasmus. Potrebbe ciò precludere la mia partecipazione ai Seminari?
    In attesa di una vostra risposta vi ringrazio anticipatamente per la disponibilità e la chiarezza delle informazioni fornite su tutti gli altri punti.
    Alessia Ungari

    Commento di Alessia Ungari — novembre 13, 2009 @ 2:01 pm

  3. ciao giuseppe, per avere maggiori informazioni puoi scriverci a info@noaweb.it

    Commento di redazione — novembre 13, 2009 @ 11:41 pm

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