di Giacinto Seccia. La Corte Costituzionale turca ha emesso pochi giorni fa una sentenza che vieta di svolgere attività politica per 5 anni a molti dirigenti del Partito della società democratica (Dtp) e prevede il sequestro dei beni della stessa formazione. Non è una forzatura affermare che con tale pronunciamento viene di fatto reso illegale l’unico movimento vicino alle istanze della minoranza kurda che aveva come fulcro della propria rivendicazione politica la lotta per i diritti civili in una prospettiva democratica e parlamentare. (continua…)
di Silvia Buffo*. La storia della letteratura italiana non è fatta solo di grandi classici. Molte volte ci si dimentica di quegli autori che con le loro storie minori hanno raccontato aspetti “laterali” dell’esistenza e della storia del nostro Paese. Sono le scritture di provincia, per nulla artefatte, a volte grottesche ma in cambio autentiche. La provincia intesa come una “esperienza memorabile”, come ha scritto una volta il critico Generoso Picone. E’ un vero e proprio “contro-gusto” rispetto ai canoni della letteratura tradizionale, e non dovrà sorprenderci di rintracciarlo nei testi che appartengono al Canone della nostra storia letteraria, tra la fine del XIX e il XX secolo. (continua…)
Domani si apre la Quarta edizione del festival “Linguaggi sonori”, ideato nel 2004 da Flavia Gervasi e Attilio Turrisi. Il festival, che si terrà il 6 e il 7 dicembre, è realizzato in collaborazione con la Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca e con il MCAM (Laboratoire de musicologie comparée et anthropologie de la musique) dell’Università di Montréal e sarà patrocinato dall’Istituto musicale Giovanni Paisiello di Taranto.
Dopo aver avvicinato un pubblico eterogeneo alla pluralità delle espressioni musicali, a partire dalla seconda edizione il festival ha cominciato ad affiancare agli eventi musicali una più netta progettualità di tipo scientifico-musicologico. L’edizione di quest’anno si concentra sulla voce come sorgente antropologica dell’espressività umana e della comunicazione sociale. La voce come grido, pianto, riso, breve sintagma melodico; la voce some articolazione di esperienze fonemiche complesse nella prosodia e nel canto. Il canto come un percorso antropologico di scoperta e di utilizzo dell’espressività della voce umana sino alla sua forma artistica.
Sempre domani, l’etnomusicologa Flavia Gervasi, responsabile scientifico del festival, introdurrà il filosofo Carlo Serra (professore di filosofia della musica e di estetica musicale presso il Dams dell’Università della Calabria), che farà il punto sulla questione filosoficamente complessa dell’interazione fra voce e spazio: quelle linee di una fenomenologia della vocalità capace di narrare gli intrecci che stringono l’esperienza affettiva dello spazio ai modi della sua rappresentazione.
La riflessione, pensata nella forma di un dialogo tra due discipline, quella musicologica e quella filosofica, sarà intervallata da ascolti e proiezioni che sintetizzano le possibilità espressive della voce in senso interculturale. Partendo da uno studio sul campo condotto in Salento a partire dal 2008, Flavia Gervasi illustrerà il legame tra le forme della vocalità in Salento e la gestione e il controllo degli spazi fisici e sociali nelle comunità contadine del secolo scorso. Gli interventi musicali del duo Maria Mazzotta (voce) e Redi Hasa (violoncello) offriranno un viaggio musicale attraverso les voix du monde.
I seminari avranno inizio alle ore 18h presso la sala conferenze della Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca. Ingresso libero, Info: 339 4905612 - 338 1024784
di PFM. Forse è giunto il tempo dei primi bilanci e quindi delle prospettive di medio respiro per il massimo teatro storico della Puglia. E quindi delle programmazioni future: tutte operazioni che, per una istituzione culturale (prima ancora che dello spettacolo) sono un obbligo gestionale di importanza assoluta, pena la vita o la morte prematura di un indirizzo, di un’idea, insomma di un progetto, come si usa dire con un termine forse un po’ abusato. Dopo la obbligatoria ‘sbornia’ di pre-inaugurazioni ad usum delphini (inopinatamente sotto tono) seguite da inaugurazioni vere e proprie, di invadenze massmediatiche come Dio comanda, forse è giunto il momento della serietà o quanto meno della seriosità al fine di imbastire un pur che minimo bilancio per proiettarsi verso un futuro prossimo venturo in grado di coniugare passato e presente, nostalgìe e avventure innovative, anni ‘favolosi’ dell’era-Pinto e anni ancora nebulosi del dopo-Pinto. (continua…)
