Questioni di Frontiera
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Domenica 20 Maggio 2012 | 6:41

FAQ

Quali sono le nuove parole d’ordine di Vendola ?

Libertà è senza dubbio una parola d’ordine innovativa per la sinistra italiana. Non è certo la libertà del capitalismo senza regole o il “faccio come mi pare” dell’antropologia berlusconiana, ma si tratta pur sempre di un sostantivo importante, se non decisivo, nell’odierno marketing politico. Vendola oggi parla di una sinistra unitaria che sia capace di raccogliere e di far fruttare anche le sconfitte del passato, senza rinunciare a tenere ferme le tradizioni (le utopie) meno implicate con la lunga storia disastrata del comunismo europeo e mondiale. Vecchio e nuovo.

Che differenza c’è con Rifondazione Comunista?

Se Rifondazione è contro l’Europa delle banche e l’imperialismo della Nato, forse la sinistra di Vendola potrebbe coltivare relazioni meno conflittuali con i grandi poteri economici e interpretare in modo originale il “nuovo concetto strategico” della Alleanza Atlantica. Come? Per esempio, guardando alla Nato che negli ultimi anni si è estesa ai Paesi dell’Europa Orientale (Vendola ha anche parlato di una ‘Europa del welfare’ da rifondare, un’Europa dei diritti e per il lavoro, da estendere al di là dei confini nazionali – verso i Balcani e Mosca: le ‘altre’ Europa e i Sud del mondo). E’ un’altra delle nostre fissazioni: puntare sull’asset balcanico, una delle direttrici mai approfondite fino in fondo dalla nostra politica estera. Sarebbe una mossa destinata a prendere in contropiede i “compagni”, traumatizzati da un ventennio di sconfitte permanenti, personalismi e liderismi, suicidi ideologici.

Quali sono stati i punti di forza del primo mandato vendoliano?

Li ha elencati con brevità il settimanale tedesco Der Spiegel: “Un gay devoto cattolico, un poeta comunista che, nel mezzo dell’Italia del sud, ha scelto di combattere la Mafia. Vendola è l’anti-Berlusconi, uno dei pochi punti positivi della politica italiana. Ha trasformato la regione durante i suoi quattro anni al potere introducendo la competitività nelle cariche di governo, creando delle zone high-tech di sviluppo e stabilendo un’autorità costruttiva basata sulle regole invece che sulle bustarelle. Questo comunista è riuscito a mettere in pratica molte delle cose che Berlusconi ha costantemente promesso: l’efficienza, la sburocratizzazione, il governo delle regole”.

Quanto vale la battaglia federalista di Vendola?

Con alcune iniziative intraprese dal governo regionale, Vendola sembra aver espresso, insieme forse alla sola Toscana, l’anima migliore – solidale e democratica – di un modello di federalismo alternativo all’efficientismo discriminatorio con il quale si usa declinare il concetto di autonomia (non soltanto fiscale, dunque) per le regioni e gli enti decentrati. Un buon abbrivio per affrontare la sfida dell’Europa delle regioni, dal bacino euro-mediterraneo alle periferie della nazione.

Un “nuovo meridionalismo”?

Proprio il federalismo potrebbe essere una delle parole d’ordine da spendere con successo sul mercato politico nazionale. Non è un caso che Vendola abbia anticipato la sua (auto)investitura a Chianciano-due con alcune sortite pubbliche sui guasti probabili della legge approvata in Senato, se vista e traguardata sullo sfondo di un ‘partito del Nord’ e di una cultura politica incapace, ancora una volta, di affrontare in senso federalista la questione meridionale (e le realtà dei Sud del mondo).

Che cos’è il federalismo di sinistra?

E’ l’ipotesi di una sinistra attenta ai territori ma capace di guardare senza ipoteche ideologiche ai processi globali e alle alleanze programmatiche. Una sinistra federalista e unitaria a cui si uniscono quelle misure prese per combattere o fronteggiare il cancro del lavoro nero nelle terre di Capitanata (la legge regionale è stata premiata mesi or sono come migliore azione legislativa a livello europeo); le leggi e le iniziative di sensibilizzazione che battono sul terreno impervio della battaglia contro il razzismo e per l’equa accoglienza ai migranti (riconoscimento pubblico espresso da Laura Boldrini): l’istituzione dell’albo delle badanti per sconfiggere il lavoro sommerso delle immigrate, il potenziamento dell’albergo diffuso per i lavoratori stagionali; la pratica dell’obiezione legislativa contro i provvedimenti firmati Maroni. Vanno registrate, infine, le misure che tentano di arginare le falle dei tagli alla scuola pubblica e dei licenziamenti facili, nei limiti strettissimi concessi da un bilancio zoppicante e su scala regionale.

4 Commenti presenti

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  1. VENDOLA HA DATO SPERANZA ALLA PUGLIA ED AI GIOVANI DELLA PUGLIA, E NON SOLO MA GRAZIE A SINISTRA E LIBERTA’ RIUSCIREMO A FAR DIVENTARE QUESTO PROGETTO QUELLO DELLA PIU’ GRANDE SINISTRA ITALIANA.
    FOTZA NICHI NON MOLLARE.

    Commento di daniele — dicembre 29, 2009 @ 6:11 pm

  2. Una vergogna, una vergognosa gazzarra teletrasmessa dalla tv: facinorosi vendoliani vocianti e, alla fine del ‘tunnel della speranza’ (salone di un albergo cittadino a Bari)ecco la pattuglia dei peones parlamentari ad hoc, con alla testa i soliti noti: Capano, Maritati, Servodio, Ginefra. Per me, per quelli come me ultrasessantenni del vecchio PCI di Berlinguer e del Bottegone, uno smacco, un cader di braghe. Che cosa è successo all’anima della sinistra storica italiana? Adesso ci si affida alle risse intestine, old style, della DC di Moro e Lattanzio, morotei v/s lattanziani, oggidì in salsa rosa-grigio fumé! Che vergogna! Il Supertutto-superbone Emily contro il superintellettualoide-poetastro-decastrisianovisionario Nichi, che di colpe e analisi approssimative ne ha fatte tante. Adesso non spero e non credo a nessuno (o quasi). Compagni e democratici dove siete, dove siamo? Un comune di BARI che Emily affida a ragazzini e ragazzine smaniosi di tutto ma che non sanno niente neppure del loro mestiere… E poi ancora, altri legami trasversali perversi e facili da smascherare, un conflitto di interessi piccolo piccolo, formato family. E allora: al diavolo tutti, dalemoni in testa.

    Commento di piotr — dicembre 30, 2009 @ 3:56 pm

  3. [...] Nichi. Ecco, spezzare l’asse fra Pdl e Lega Nord potrebbe essere una di queste decisive novità. (Leggi le Vendola’s FAQ su federalismo, Puglia e Balcani) [...]

    Pingback di Questioni di Frontiera » Vendola, la Lega Nord e le politiche del 2013 — marzo 31, 2010 @ 5:01 pm

  4. [...] di Miriam Marinaccio*. Una vittoria di certo non inattesa ma, nondimeno, schiacciante. Una campagna elettorale partecipata appassionatamente dai Pugliesi e seguita con trepidazione da tutta la sinistra. Dopo le vicende che hanno visto la Regione di Vendola al centro dei più recenti scandali che hanno coinvolto il governo ed esponenti della giunta regionale, dall’affare Tarantini sul giro di tangenti ed escort alla sanità, le elezioni in Puglia hanno un significato di respiro politico nazionale. Leggi di Vendola, la Lega Nord e le Politiche del 2013. Leggi anche le Vendola’s FAQ su Federalismo e Balcani. [...]

    Pingback di Questioni di Frontiera » Nichi Vendola e la fabbrica del buongoverno. La politica estera della Puglia dopo il 2010 — aprile 1, 2010 @ 3:02 am

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