di Pettinato brothers*. Nati in Italia da matrimoni misti, arrivati insieme al progetto migratorio dei genitori o per un autonomo percorso di crescita dopo la maggiore età, bambini e ragazzi che generalmente sfoggiano vistose pronunce romanesche, bergamasche, siciliane, vengono inglobati nella categoria di “seconde generazioni di immigrati”. La definizione - che non riesce a contenere né gli individui nati nella terra d’origine dei genitori (i quali, semmai, dovrebbero essere considerati migranti tout court), né quelli nati in Italia, visto che non sono emigrati da nessun luogo - sembra servire piuttosto a estendere i segni dell’estraneità e della diversità anche a quanti condividono fin dall’infanzia lingua, abitudini, istruzione del paese scelto dalla propria famiglia. (continua…)
di Patrick Martin*. Israele è stato pesantemente criticato per aver guidato unilateralmente la guerra contro Hamas a Gaza, per i possibili coinvolgimenti nelle uccisioni e per i commenti inappropriati del ministro degli Affari esteri nei confronti degli stati vicini – e il governo israeliano ha deciso di procedere al contrattacco. E’ stata scelta la linea diplomatica per condurre la battaglia verso destinazioni estere. Ma anziché appellarsi ai diritti umani o ai rapporti internazionali, il governo israeliano vuole che il mondo sappia che gli israeliani non viaggiano sui cammelli e non mangiano solo kebab, come indica la serie di spot televisivi appena uscita in Israele visionabili su www.masbirim.gov.il. (continua…)
Ritorno al passato. Il creativo ministro dell’economia è lieto di riscrivere la storia fallimentare della questione meridionale. L’istituzione della Banca del Mezzogiorno è un suo vecchio pallino naufragato durante il precedente mandato. Si parla (si straparla) di federalismo fiscale, e il liberal-protezionista di Sondrio rispolvera l’idea gloriosa di una ‘Cassa’ unica, salvo precisare che si tratta di un’operazione sperimentale e a costo zero (il fondo assegnato dallo Stato dovrà essere interamente restituito). Mentre i tagli dei vari Fondi sociali hanno causato le proteste lucide e risentite dei (pragmatici) governatori meridionali, e nonostante la campagna elettorale veda in quelle regioni un banco di prova significativo per le politiche nazionali, latita ancora un dibattito organico sullo sviluppo del Sud – visto anche il clamoroso declino di Raffaele Fitto che di quelle politiche dovrebbe essere il Ministro. (continua…)
