Questioni di Frontiera
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Domenica 05 Febbraio 2012 | 10:17

vendoladi Ronnie. In queste ore tutti si sbracciano lanciando la candidatura di Nichi Vendola alle politiche del 2013 – con l’ingrato compito di battere il Cav. e liberare l’Italia dalla “videocrazia”. Ma i numeri, purtroppo, remano contro, vista la debacle del Pd e l’afona prova di “Sinistra Ecologia e Libertà” su scala nazionale. Così vorremo dare un consiglio spassionato, rischiosissimo, e al limite suicida, al governatore della Puglia, in vista delle prossime sfide. Perché non stringere una bella alleanza con la Lega Nord? Un accordo con la Lega, infatti, è l’unico modo, sicuro, per imporsi nel Paese, e d’altra parte la sinistra ha già governato con il Carroccio. Ma attenzione, quella con cui dovrebbe allearsi Vendola non è la vecchia Lega omofoba e xenofoba dei Salvini e dei Borghezio, quanto piuttosto la nuova Lega “glocale” e in doppiopetto di Luca Zaia, il trionfatore delle Regionali in Veneto. (continua…)

250px-Montesquiou,_Robert_de_-_BoldiniDa Philip Roth a Nabokov, da Proust a Piperno: parabole (scritte bene) sulla solitudine dello scrittore – quella buona. Ma anche un’aura che sa di elitario e di aristocratico, campate raffinate e stile colto-meditativo (le citazioni e i rinvii sono tenuti sempre alti, dopo Montaigne il nulla). Le posture dandy del francesista di Tor Vergata si sciolgono nel tono di una conversazione un po’ snob, un po’ moralistica, con qualche benvenuta punta emotiva – l’(auto)ironia, quella buona; e qualche apertura pop. Sarebbe cosa buona e giusta commentare questa elegante apologia della solitudine…

di Alessandro Piperno*. Chissà perché le poche cose che davvero amiamo si somigliano in un modo così struggente. Quando nel 1999 mi imbattei in Pastorale Americana, pluricelebrato romanzo di Philip Roth, sentii aria di casa e una specie di euforia dolorosa. Che diavolo mi prendeva? Era quell’America promettente e feroce a farmi quell’effetto? O la sfida all’ultimo sangue tra il più esemplare dei padri e la più musona delle figlie? Oppure tutto dipendeva dal milieu giudaico-borghese con cui mi sentivo implicato? O forse era il modo stupefacente in cui Roth aveva montato il romanzo— degno di Quentin Tarantino — ad apparirmi, già di per sé, una rivoluzione del genere? (continua…)

di Steven Millhauser. Eravamo preparati sin dall’inizio, sapevamo quello che dovevamo fare, in fondo non l’avevamo visto tutti centinaia di volte? – la bella gente di città intenta a fare affari, i programmi della tv che si interrompono di colpo, le facce in mezzo alla folla che guardano verso l’alto, una bimba che punta il dito verso il cielo, le bocche aperte, il cane che abbaia, il traffico fermo, la borsa della spesa che cade sul marciapiede, ed eccola lì nel cielo, che si avvicina… (continua…)

06_newroz_botan_2003_sereaveten_400di Annalisa Marroni*. L’inizio della primavera coincide per i curdi con il festeggiamento del loro capodanno. Il Newroz, una tradizione di origini zoroastriane nata in Persia in epoca preislamica, vuol dire letteralmente  “nuovo giorno”, ma per il popolo curdo questa festa è diventata un importante momento di unità nazionale. Attraverso questa ricorrenza, i vari gruppi tribali, discendenti dagli abitanti dell’arco montuoso formato dai monti Tauro e Zagros,  ricordano l’antico passato comune rinsaldando così la propria memoria collettiva, compromessa dalle politiche repressive attuate dai diversi Paesi in cui sono distribuiti. Come è noto, infatti, i curdi si trovano divisi tra quattro Stati: Turchia, Siria, Iran e Iraq. Dalla fine dell’impero ottomano ad oggi, nessuno di questi Stati ha riconosciuto la legittimità delle rivendicazioni di indipendenza nazionale. (continua…)

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