Nei prossimi anni sentirete parlare molto di South Stream. Il gasdotto progettato dal consorzio ENI-Gazprom per portare il Gas russo in Europa attraverso i Balcani. L’idea che abbiamo avuto è grosso modo questa. In una prima fase teorica del lavoro di ricerca analizzeremo 1) la fattibilità del gasdotto e 2) se le enormi opportunità economiche che deriverebbero dalla realizzazione di un’opera infrastrutturale del genere si riveleranno altrettante occasioni politiche, sociali e culturali per i Paesi che ospiteranno “il tubo”. Siamo convinti che, dopo il Gas, potrebbero arrivare nuove strade, ferrovie, collegamenti, destinati ad unire i Balcani con l’Europa centro-meridionale.
South Stream favorirebbe la mobilità di merci e persone e di conseguenza riaprirebbe il dialogo tra Paesi divisi da vecchi rancori, per questioni di frontiera ancora aperte. Nella seconda fase, quella pratica, del lavoro, andremo di persona a verificare ciò che abbiamo letto e scritto. Grecia, Macedonia, Bulgaria, Turchia, Russia. Da questo viaggio contiamo di tornare con un “libro-bianco”, sotto forma di graphic novel, che racconti cosa abbiamo visto. Articoli, saggi, documenti video e un archivio fotografico di questa traversata. Che servirà a capire meglio i Balcani, andando oltre i cliches che molto spesso utilizziamo quando si parla di questo pezzo dell’Europa. (Abbiamo chiamato questi stereotipi “balcanismi”.) Per adesso, iniziamo rispondendo ad alcune semplici domande sul South Stream. Se volete arricchire questa voce con le vostre idee, correzioni e suggerimenti, scrivete a info@noaweb.it
Che cos’è South Stream?
“South Stream’ è il gasdotto progettato dal consorzio formato dal gruppo italiano ENI e dal gigante dell’energia russo Gazprom. South Stream dovrebbe portare il Gas del Caucaso in Europa attraverso il Mar Nero e i Balcani.
Quale sarà il percorso di South Stream?
Dal porto di Varna, in Bulgaria, South Stream si dividerà in due: il primo “braccio” risalirà la Serbia arrivando in Austria e in Europa. Il secondo passerà dalla Grecia diretto in Puglia. Se il ‘braccio balcanico’ è allo studio, non è detto che quello italiano si faccia.
Quando partirà il progetto?
La data prevista sulla carta è il 2015.
Chi si occuperà della costruzione di South Stream?
La parte tecnica del progetto è stata affidata a Saipem, una controllata di ENI. Saipem è una azienda leader nella realizzazione di infrastrutture per la ricerca, la perforazione e la costruzione di oleodotti e gasdotti.
Quali sono i Paesi che sponsorizzano South Stream?
Il 6 agosto del 2009 il premier russo Putin e quello turco Erdogan hanno firmato un accordo definitivo su South Stream. All’incontro di Ankara era presente anche Silvio Berlusconi. Il 22 ottobre successivo, i tre leader hanno discusso a distanza sul buon andamento del progetto.
Qual è il ruolo di Mosca?
Oggi la Russia è il maggior esportatore di prodotti energetici al mondo. Se il progetto South Stream dovesse davvero realizzarsi, il Gas russo potrebbe arrivare facilmente in Italia. Tra i due Paesi infatti non ci sono ostacoli naturali insormontabili.
Perché agli americani non piace South Stream?
Grazie al Gas, Vladimir Putin sta corteggiando sia il premier turco Erdogan sia il premier italiano Berlusconi. Cioè due Paesi centrali nell’assetto strategico dell’Alleanza Atlantica. La politica estera italiana sull’energia, in particolare, desta una certa preoccupazione nell’amministrazione americana.
Qual è l’alternativa americana al South Stream?
Il gasdotto “Nabucco” è stato concordato il 12 luglio 2009 fra Turchia, Austria, Ungheria, Romania e Bulgaria. Trasporterà 30 miliardi di metri cubi di Gas all’anno dal Caspio in Europa.
Perché il Nabucco è meno realistico del South Stream?
Per costruire il Nabucco non basteranno solo i giacimenti dell’Azerbaigian. Serviranno anche quelli di Iraq e Iran, ma si tratta di Paesi instabili politicamente e che quindi non offrono grosse garanzie nella produzione e negli approvvigionamenti.
E’ vero che l’Europa rischia di rimanere senza Gas?
Evocare lo spettro della ‘sicurezza energetica’ in Europa vuol dire fare terrorismo psicologico. Vediamo perché:
- la produzione di Gas è in aumento in tutto il mondo
- non ci sono problemi legati alle riserve e alle scorte
- l’uso del Gas liquido sta modificando l’intero ciclo dell’approvvigionamento
- le tecnologie fanno continui passi avanti
- il Gas inquina meno del petrolio e del carbone
Quali sono i problemi nella realizzazione di un gasdotto?
- trovare i giacimenti
- decidere in quali Paesi far passare le tubazioni
- mettere in produzione i giacimenti
- trovare gli investimenti per le infrastrutture di trasporto
- problemi tecnici
- problemi geopolitici. I giacimenti si trovano spesso in zone di conflitto come il Caucaso
- le richieste del mercato
Qual è il rapporto tra South Stream e il “Corridoio VIII”?
Il “Corridoio VIII” è uno dei corridoi paneuropei individuati da Bruxelles nel 1991 per trasportare merci e persone dall’Europa Orientale a quella Occidentale. Il percorso del Corridoio VIII ricalca quello di South Stream: Bulgaria, Macedonia, l’Albania, fino ai porti di Bari o Brindisi in Italia.
Quali sono i problemi del Corridoio VIII
Il segretariato del Corridoio VIII, di base in Puglia, è stato sospeso. Non ci sono finanziamenti a sufficienza da parte della UE e del governo italiano. La gestione corrente è affidata alla Fiera del Levante Servizi.

[...] su un’economia di scambi commerciali e su altri asset strategici come l’energia; significherebbe inaugurare una nuova stagione nella quale al centro e come priorità c’è la [...]
Pingback di Questioni di Frontiera » Verso est. La questione meridionale vista dalla nuova Europa — novembre 1, 2009 @ 6:22 pm
[...] E qui veniamo al terzo punto che è anche il nostro chiodo fisso. Il discorso sull’energia. L’energia, quella vera, che tiene accese le luci delle nostre case e fa andare avanti il mondo per quanto progredito esso sia. In questi anni si sta parlando molto, forse un po’ troppo, delle forme di energia “alternative” che dall’eolico al geotermico senza alcun dubbio modificheranno profondamente gli scenari dell’approvvigionamento energetico. Ma fino a quel momento, dobbiamo fare i conti con la realtà. E la realtà dell’Italia è una forte dipendenza dal granaio energetico dell’Europa, cioè la Russia. In parole povere, dal suo braccio operativo: Gazprom. Che insieme all’italiana ENI nei Balcani sta inseguendo un progetto ambizioso: il gasdotto Southstream (aprite questo link per saperne di più). [...]
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