di Claudia Attolico. Il 25 novembre del 1961 le sorelle Mirabal, in lotta contro la dittatura nella Repubblica Domenicana, vennero torturate e strangolate per conto del generale Trujillo. Da allora, in questa data si ricorda la violenza contro le donne. In tutto il mondo associazioni, enti, persone, si riuniscono per denunciare questa dissacrante asincronia tra il progredire della civiltà umana e il perpetuarsi di immutabili ed inaccettabili reati. Anche noi abbiamo deciso di ricordare questa giornata, e le tre sorelle che ne furono protagoniste. (continua…)
di Claudia Attolico. Dopo 23 anni risorge – non sappiamo quanto gloriosamente – Gordon Gekko, il manager avido e spietato per eccellenza. Tutto è pronto per Wall Street: il denaro non dorme mai, sequel del capolavoro di Stone sul mondo dell’alta finanza. I tempi sono cambiati, il sogno americano della ricchezza facile da accumulare in Borsa è ormai tramontato. Persino l’America, colosso dalle fondamenta apparentemente incrollabili, ha mostrato al mondo la sua fragilità. Insidiosa, di questi tempi, una seconda puntata. Tra detrattori e fan, Stone si confronta ancora una volta col mondo ostentatamente patinato dell’economia statunitense. Ma con quale risultato? (continua…)
di Luigi Santoro. Perché non provare a viaggiare nel tempo? Sembra essere questa la domanda che si sono posti gli inventori di “We Are What We Do”, un movimento globale nato nel 2004 in Inghilterra che ha subito incuriosito e coinvolto la popolazione del Web. Lo scopo è quello di invogliare gli internauti ad usare i propri comportamenti quotidiani per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle grandi questioni ambientali e sociali del nostro caro Pianeta. Di recente è stato avviato anche il progetto “Historypin”, che permetterà di compiere un viaggio a ritroso nel tempo per confrontare come un determinato luogo si sia evoluto a partire dal 1840 fino ad arrivare ai nostri giorni. (continua…)
di Nezka Figelj*. Gli amanti dei lunghi viaggi in paesi esotici come l’India avranno forse incontrato sulla loro strada qualche giovane israeliano vestito in maniera semplice con lo zaino in spalla. Oppure avranno sentito parlare del giro di droghe in cui questi giovani vengono coinvolti, o ancora delle loro imprese estreme che possono avere esiti mortali. Notizie del genere vengono riportate ormai di frequente dai giornali israeliani e dalla stampa anglosassone. Il fenomeno del viaggio “zaino-in-spalla” (dall’inglese backpacker) nasce all’incirca 30 anni fa. Israele ha combattuto nella guerra dei Sei Giorni nel ’67, dello Yom Kippur nel ’73, nelle guerre in Libano nel ’82 e nel 2006; tutto questo ha provocato nella gioventù israeliana un’atmosfera fatta di forte ansia e apatia sognatrice; molti si danno all’escapismo e ad una sorta di rinnovamento spirituale. (continua…)
di Redsox. Per anni abbiamo visto le bandiere americane bruciare in piazza, contro la guerra in Vietnam o l’invasione dell’Iraq. E ci siamo detti passi, sono state guerre sbagliate. Per anni abbiamo finanziato, anche con le nostre tasche, mostre ed esposizioni pubbliche in cui si scioccava il pubblico prendendo di mira il Papa, Gesù Cristo e la Madonna. E se qualcuno aveva da obiettare veniva schedato come un bigotto che non capisce l’arte di avanguardia. Dalla fine degli anni Sessanta abbiamo assistito a una totale desacralizzazione della società occidentale ma, anche in questo caso, non ci siamo strappati le vesti perché capivamo che il mondo era cambiato, le chiese si svuotavano mentre gli internet point si riempivano. Finché ogni tabù si è rotto e Giovanni Paolo II è finito sotto il meteorite di Cattelan. (continua…)
