Questioni di Frontiera
Banner
Contatti
Domenica 05 Febbraio 2012 | 11:05

big-bang-theory-castdi Paul Collins. L’Emmy 2010 come migliore attore protagonista di commedie è andato a Jim Parsons, che interpreta il dottor Sheldon Cooper in The Big Bang Theory, la popolare sitcom  trasmessa sul canale CBS. Sheldon è un personaggio divertente, geniale, e sebbene la serie non lo descriva mai come tale, è anche la prima stella di una sitcom ad avere la “Sindrome di Asperger” (un particolare che ha sollevato grandi discussioni fra chi soffre di questo disturbo, tra favorevoli e contrari). Ma il telefilm americano è soprattutto un tributo alla filosofia dei “geeks”, quei genietti incompresi, spesso alle prese con biondine molto più pragmatiche di loro, che li snobbano elegantemente. Nonostante tutto, Sheldon e i suoi amici riescono a prendersi poco sul serio e a giocare con la vita.

Scena di un uomo e di una donna in auto. La donna appare sofferente per i postumi di una sbornia e arrabbiata, mentre l’uomo cerca ininterrottamente di stabilire una conversazione con lei, ignaro del suo fragile temperamento: “Io dirò un elemento, e tu ne dirai uno il cui nome inizia con l’ultima lettera di quello che ho detto”. Nessuna risposta.  “Comincio!”, sbotta lui, ignorando il linguaggio del corpo della donna. Poi, annoiato, elenca sbadatamente termini come elio, mercurio, itterbio, molibdeno, ed altri ancora fino a raggiungere il mendelevio – facendo definitivamente andare su tutte le furie lei. “Fuori!” gli ordina la donna. Quando l’uomo esegue l’imperativo, è sorpreso di scoprire che lei non lo stava invitando a guardare il motore della macchina. Per alcuni terapeuti, si tratta di una scena familiare: un ragazzo scopre entusiasticamente tutti gli argomenti di conversazione possibili proprio nel momento sbagliato e poi rimane perplesso quando gli viene rivolta una risposta ostile. Ma non è un caso di disturbo dello spettro autistico – si tratta di una scena tratta da The Big Bang Theory.

Come si può ricostruire attorno a una sitcom una condizione neurologica senza pronunciare mai il suo nome? Questa è la sfida che la CBS affronta nel suo show attraverso la vita travagliata di quattro ricercatori di Caltech: un fisico sperimentale, il Dr. Leonard Hofstadter (interpretato da Johnny Galecki), l’ingegnere Howard Wolowitz (Simon Helberg), un astrofisico, il Dr. Rajesh Koothrappali (Kunal Nayyar) e un fisico teorico, Il dottor Sheldon Cooper (Jim Parsons). La situazione comica all’interno della sitcom The Big Bang Theory è data dal fatto che questi ragazzi sono brillanti a capire il funzionamento dell’universo, ma sono senza speranza nel tentare di socializzare con Penny (Kaley Cuoco), una cameriera che vive nell’appartamento accanto. Un tema più sottile è che Sheldon, scolpito, goffo, e rigidamente governato da regole di vita bizantine e di routine, sembri avere la sindrome di Asperger.

E’ una somiglianza che non è passata inosservata nei forum on-line di coloro che sono affetti dalla sindrome e di tutti quelli che gli sono vicini. “Sono la mamma di un bambino che ha l’Asperger”, ha commentato una partecipante al blog My Favorite Autistic. “Mi è capitato d’imbattermi in questo spettacolo stasera, e sono rimasta incollato alla tv a guardarlo.” Un lettore canadese del blog si stupisce: “Non è mai dichiarato, perbacco! Come potrebbe NON essere un Aspie?” E mentre non tutti i soggetti che vivono una tale condizione apprezzano il personaggio, altri rispondono con eloquente chiarezza: “Questo è il primo spettacolo grazie a cui riesco davvero a ridere”, si legge in un post di un forum americano di portatori di Asperger.

Sheldon è una caratterizzazione esagerata all’interno di una sitcom, questo è sicuro, ma in quale altro modo si potrebbe descrivere un teorico delle stringhe che insiste nel voler giocare a Klingon Boggle (una versione del Paroliamo in lingua Klingon) e Sasso carta forbici Lizard Spock (un variante del noto passatempo)? Un prodigio che ha sperimentato sulle scale di casa, per trovare la variante esatta in altezza dal quale il padre sarebbe caduto? Chi è che discute a lungo sui parametri precisi dei doni di Natale? O chi si riferisce agli ingegneri come “lavoratori semi-qualificati”, e poi si sorprende quando loro si offendono? “Io so tutto di questi ragazzi”, dichiara l’editorialista scientifico della rivista Discover e loro fan dichiarato, il Dr. Phil Plait, in una telefonata dalla sua casa in Boulder, Colorado, ex professore di astronomia che ha lavorato presso la sede del telescopio spaziale Hubble, dove ricorda alcuni colleghi che erano così inconsapevolmente bruschi ed arroganti “che avresti voluto schiacciarli nel traffico”, ma che sono stati dei brillanti pensatori. “Chi ha scritto The Big Bang Theory capisce i geeks“. Ha ragione.

“Ho avuto una carriera di breve durata come programmatore di computer”, ammette il co-creatore Bill Prady al telefono dalla sede della Warner Bros. Television. “Avevo abbandonato il College di New York City, e mentre lavoravo a RadioShack, ero impegnato nella creazione del software file Pro per il TRS-80 a casa del mio amico Howie, a Brooklyn”. Sarebbe Howard Wolowitz – il cui nome è ora immortalato grazie all’omonimia con uno dei personaggi principali. The Big Bang Theory stesso si aggiorna, mandando in visibilio i personaggi grazie a scherzi come quello della mucca sferica – il tipo di scherzo che solo una pubblico legato al mondo della scienza avrebbe potuto proporre. I grovigli di equazioni sulla lavagna nell’appartamento di Sheldon e Leonard sono un problema reale in corso, scritto per la serie da un professore di fisica all’UCLA, e si parla della futura partecipazione del fisico premio Nobel George Smootmaking, in un cameo nello show.

Si tratta di una serie che fa ridere con i geeks e non di loro, ed è un umorismo che trova il suo veicolo perfetto nelle condizioni neurologiche dei geeks più esagerati. Perché, dunque la sindrome di Asperger non è mai menzionata? Il produttore Chuck Lorre ha negato che Sheldon sia destinato ad essere ai confini dell’autismo. Ma, intenzionalmente o meno, agli autori dello show è stato chiesto di scrivere di Asperger così spesso che sono chiaramente consapevoli della presenza di questo spettro, soprattutto quando una folla di ricercatori accademici crea un dibattito sul dubbio se Superman salti o voli. “Penso alle sue azioni solo come ‘Sheldony’. Certe cose le sento istintivamente corrette per il suo carattere “, dice Prady, che ricorda un collega di software che non poteva andare solo in nessun posto in cui lui non fosse già stato prima. “Diceva: ‘Non posso andare dal fotografo sulla 47ma strada da solo.’ E saranno stati forse tre isolati di distanza. Non è mai stato messo in discussione. Le sue strane maniere non sono mai state contestate, erano semplicemente accettate come ulteriori qualità della sua persona.

“Sono questi i riferimenti all’ Asperger? ” chiede. “Non lo so.”  Ad una domande che gli è stata rivolta sul blog di Variety, però, l’attore Jim Parsons afferma di essere stato particolarmente sorpreso quando si accorse che le domande di un fan che gli parlava dei sintomi di Asperger fossero così perfettamente rintracciabili nel personaggio che era stato chiamato a interpretare. Così Sheldon ne è affetto?  “Gli autori dicono di no, non lo è. …” Parson si stringe nelle spalle, nella sua risposta, “[Ma] posso dire che non poteva mostrare più sfaccettature di così.” Nelle mani di autori meno capaci, Sheldon Cooper sarebbe semplicemente un uomo legato in maniera perpetua ai codici sociali del mondo dei matti, una specie neurologica di Margaret Dumont. Eppure ciò che è notevole in The Big Bang Theory è che ci si preoccupa realmente dei suoi intelligenti personaggi. Tutti i suoi protagonisti maschili sono geeks. Ma invece di utilizzare i geeks in contrasto per mettere in luce i protagonisti di Hollywood, è la perpetuamente esasperata Penny –  unico personaggio tipico, ad essere di contrasto con loro: come ci spiega Penny, le donne potrebbero non desiderare i consigli dei geeks sull’ acquisto di tamponi.  Mentre personaggi come il signor Spock e Data possiedono un certo status onorario nella comunità degli affetti da Asperger, Sheldon è diverso: lui è un uomo enigmatico affascinato dalle forme di vita di Pasadena. E con Big Bang trasmesso in tutto il mondo, dall’Islanda al Filippine, è destinato a diventare un emblema della cultura pop degli Aspies. Che potrebbe non essere poi così tanto male. Per esasperante che sia, Sheldon si è ben adattato al mondo. Oltre alle gags della sitcom, The Big Bang Theory è una riflessione su come le persone brillanti lavorino con capacità assurdamente non corrispondenti a quelle che gli sono stata date. Per una commedia è una premessa, ispirata, anche nobile, su cui lavorare.

Tratto da Slate

Traduzione di Mariagrazia Gallù

Al momento non ci sono commenti per questo articolo

Commenta questo articolo

Lascia un commento

© 2008 - Grafica e layout sono di esclusiva proprietá di NOA
Piattoforma basata su WordPress - modificata da Estroweb Srl