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Giovedì 23 Novembre 2017 | 10:55

accordo di integrazione

La legge n. 94 del 2009 (c.d. “pacchetto sicurezza”) ha apportato diverse modifiche al Testo Unico sull’immigrazione (d.lgs. n. 286 del 1998) tra cui il cosiddetto “accordo di integrazione”  tra lo straniero e lo Stato. L’accordo di integrazione è stato disciplinato nello specifico dal D.P.R. n. 179 del 2011. A seguito dell’introduzione di questo nuovo istituto, il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno degli stranieri non comunitari risultano subordinati, oltre che alle specifiche condizioni determinate dal Testo Unico in relazione alle diverse categorie di titolo di soggiorno, all’ottenimento di un numero minimo di “crediti” assegnati in rapporto al livello di integrazione conseguito.

Sostanzialmente l’accordo prevede che il cittadino straniero si impegni a conoscere la lingua italiana e la cultura civica e civile in Italia.

In particolare secondo quanto sancito dal art. 2 comma 4 del citato D.P.R. n. 179 del 2011,con l’accordo, lo straniero si impegna a:
a) acquisire un livello adeguato di conoscenza della lingua italiana parlata equivalente almeno al livello A2 di cui al quadro comune europeo di riferimento per le lingue emanato dal Consiglio d’Europa;
b) acquisire una sufficiente conoscenza dei principi fondamentali della Costituzione della Repubblica e dell’organizzazione e funzionamento delle istituzioni pubbliche in Italia;
c) acquisire una sufficiente conoscenza della vita civile in Italia, con particolare riferimento ai settori della sanità, della scuola, dei servizi sociali, del lavoro e agli obblighi fiscali;
d) garantire l’adempimento dell’obbligo di istruzione da parte dei figli minori.

Allo stesso tempo lo Stato si impegna a sostenere il processo di integrazione dello straniero promuovendo iniziative in raccordo con le regioni, gli enti locali, ed enti preposti alla formazione.. Con la sottoscrizione dell’accordo e al momento della richiesta del permesso di soggiorno vengono attribuiti allo straniero 16 crediti. L’accordo di integrazione è costituito da un apposito modello che lo straniero deve compilare e firmare contestualmente alla presentazione di istanza di permesso di soggiorno allo sportello unico per l’immigrazione o alla questura competente. Entro i tre mesi successivi a quello di stipula dell’accordo lo straniero partecipa gratuitamente alla sessione di formazione civica e di informazione sulla vita civile in Italia. La mancata partecipazione alla sessione da luogo alla perdita di quindici dei sedici crediti assegnati all’atto della sottoscrizione dell’accordo. Ulteriori crediti, oltre quelli assegnati al momento della sottoscrizione dell’accordo, sono riconosciuti sulla base della documentazione prodotta dallo straniero nel periodo di durata dell’accordo. In assenza di idonea documentazione, i crediti relativi alla conoscenza della lingua italiana, della cultura civica e della vita civile in Italia possono essere assegnati a seguito di un apposito test effettuato a cura dello sportello unico anche presso i centri per l’istruzione degli adulti. Un mese prima della scadenza del biennio di durata dell’accordo, lo sportello unico avvia la verifica della sussistenza dei requisiti e lo comunica allo straniero  invitandolo a presentare, entro quindici giorni, la documentazione necessaria ad ottenere il riconoscimento dei crediti e la certificazione relativa all’adempimento dell’obbligo di istruzione dei figli minori o, in assenza, la prova di essersi adoperato per garantirne l’adempimento.
Lo sportello unico è tenuto inoltre ad informare lo straniero della facoltà, in assenza di idonea documentazione, di poter accertare il proprio livello di conoscenza della lingua italiana, della cultura civica e della vita civile in Italia attraverso un apposito test svolto gratuitamente a cura dello sportello stesso.

Nei seguenti casi l’accordo di integrazione non è obbligatorio:

a) i minori non accompagnati affidati ai sensi dell’articolo 2 della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, ovvero sottoposti a tutela, per i quali l’accordo è sostituito dal completamento del progetto di integrazione sociale e civile di cui all’articolo 32, comma 1-bis, del testo unico;
b) le vittime della tratta di persone, di violenza o di grave sfruttamento, per le quali l’accordo è sostituito dal completamento del programma di assistenza ed integrazione sociale di cui all’articolo 18 del testo unico

Alessia Gervasi

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