Questioni di Frontiera
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Domenica 20 Maggio 2012 | 6:42

6790-220x220di fm. Pochi  se ne sono accorti, eppure un ciclo si è definitivamente concluso. E se oggi a stento si torna a parlare di questione meridionale, all’epoca delle Leghe a nord e a sud, è da questo abbrivio che bisogna partire: interrogare la tradizione di un pensiero e di una politica vicina nel tempo – il decennio 1995-2005 -, senza demonizzare nè rimuovere errori fallimenti e ritardi, e senza indulgere troppo in un pessimismo della ragione che sembra dilagante, inevitabile. Tentiamo di produrre una breve carrellata di momenti, linguaggi e figure di questo ultimo scorcio di pensiero meridionalistico, e nello stesso tempo proviamo a indicare una direzione spendibile per il futuro. Facciamo un passo indietro, iniziamo con i ricordi di una stagione, quella dei primi anni ‘90, nella quale si parlava di ‘primavere’ e governo dei sindaci, progetti Urban e fondi comunitari, pensieri meridiani e Sud del mondo. (continua…)

“Il risultato elettorale dipende da circostanze diverse in ogni Paese – ha detto Zapatero commentando la sconfitta dei socialdemocratici tedeschi – In Europa non c’è un vento favorevole ai conservatori”. Anche l’ultimo dei militanti di sinistra sa che le cose stanno molto diversamente da come le racconta il premier spagnolo ma le elites della sinistra europea preferiscono nascondere la testa sotto la sabbia negando anche l’evidenza. In compenso Zapatero può vantarsi dell’ultima, storica e impressionante vittoria socialista. Quella in Portogallo. (continua…)

Quest’estate siamo stati ad Amsterdam, la città olandese che ha fatto della libertà individuale una colonna portanti della sua democrazia. Forse troppo, per chi non si è mai fatto un giro tra le donnine semisvestite del “Red District”. Ma il problema di Amsterdam, attualmente, non sono né la prostituzione né la legalizzazione delle droghe leggere. E’ l’integrazione. (continua…)

Come è verificabile nell’emergenza delle mobilitazioni di questi ultimi anni, la galassia  antagonista francese dà prova di compattezza e di solidità, soprattutto per quanto riguarda il mondo giovanile legato alla scuola e all’università. Sono ormai tantissime le università transalpine che si sono riunite in un Coordinamento nazionale, molti gli studenti coinvolti attivamente grazie all’Unef, il sindacato unitario degli studenti, dimostrando una capacità organizzativa che sembra superiore alle analoghe e precedenti esperienze greche, spagnole e italiane. I movimenti europei sono incomparabili perchè ciascuno è legato alla situazione politica e sociale, alle rispetttive tradizioni culturali e ideologiche, ma pur sempre sono esperienze di lotta allineate nella protesta contro la ristrutturazione del sapere in tempi di crisi e di ri-assetto del capitale. In Francia la Gelmini di turno ha il nome di Valéerie Pécresse, ministro rosa dell’Università e della Ricerca (questa qui decisamente destrorsa) del variopinto governo conservatore di monsieur Sarkozy. Tra pratiche di protesta di marca situazionista, ma aggiornate e spendibili al tempo di internet e del riflusso permanente della partecipazione collettiva (letture improvvisate in piazza, lezioni all’aperto o in metropolitana, azioni simboliche di ‘detournement‘), gli studenti e i ricercatori precari francesi lottano contro la cosiddetta ‘legge delle autonomie’ che investe non solo il comparto della ricerca e dell’istruzione ma tutto il pubblico impiego. (continua…)

di Giacinto Seccia. L’atteggiamento dei partiti greci di fronte agli scontri seguiti all’assassinio del giovane Alexandros Grigoropoulos da parte di un poliziotto è stato, fin dall’inizio, quello di custodire il loro potere e ricondurre l’accaduto a meri calcoli elettorali. Basta guardare i servizi di alcuni telegiornali come “MegaTv” o “ERT” che in questi giorni propongono schermate con i grafici delle intenzioni di voto dei greci nei confronti dei vari partiti. Insomma ai disordini, alle manifestazioni che chiedono un cambiamento radicale e al malcontento diffuso causato dalla corruzione, i tre partiti storici -  Nea Dimocratia, il Pa.So.K. e i comunisti del K.K.E., hanno risposto ripiegandosi su se stessi. (continua…)

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