Questioni di Frontiera
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Giovedì 09 Settembre 2010 | 5:29

818Nel 1994, nel cuore della Sardegna, un gruppo di operai della Carbosulcis mette in scena una delle proteste più dure degli ultimi anni, trincerandosi con quintali di dinamite a 400 metri di profondità nelle  miniere di carbone che l’ENI sta smantellando. Minacciano di farsi saltare in aria insieme a quel luogo mortifero che va difeso perchè dà vita e lavoro in condizioni quasi impossibili, e va distrutto in quanto promette la morte e la fine del ‘ciclo produttivo’,  in un cortocircuito tragico e paradossale che venne narrato a suo tempo da Daniele Segre. Mentre oggi è di scena il processo contro i capi della Thyssen, colosso fragile dell’acciaio (insieme al carbone vecchia materia industriale in declino) che a Torino, nel dicembre 2007, fu teatro della morte di sette operai finiti carbonizzati, si continua a morire e stavolta il palcoscenico è la centrale Enel di Civitavecchia. Anche in questo caso, gli operai, minacciati come sempre di licenziamento o di mobilità, lottavano per la manutenzione e la messa in sicurezza della fabbrica che diventa invece trappola mortale, come succede con i topi. (continua…)

di Miriam Marinaccio*. Una vittoria di certo non inattesa ma, nondimeno, schiacciante. Una campagna elettorale partecipata appassionatamente dai Pugliesi e seguita con trepidazione da tutta la sinistra. Dopo le vicende che hanno visto la Regione di Vendola al centro dei più recenti scandali che hanno coinvolto il governo ed esponenti della giunta regionale, le elezioni in Puglia hanno un significato di respiro politico nazionale. (continua…)

vendoladi Ronnie. In queste ore tutti si sbracciano lanciando la candidatura di Nichi Vendola alle politiche del 2013 – con l’ingrato compito di battere il Cav. e liberare l’Italia dalla “videocrazia”. Ma i numeri, purtroppo, remano contro, vista la debacle del Pd e l’afona prova di “Sinistra Ecologia e Libertà” su scala nazionale. Così vorremo dare un consiglio spassionato, rischiosissimo, e al limite suicida, al governatore della Puglia, in vista delle prossime sfide. Perché non stringere una bella alleanza con la Lega Nord? Un accordo con la Lega, infatti, è l’unico modo, sicuro, per imporsi nel Paese, e d’altra parte la sinistra ha già governato con il Carroccio. Ma attenzione, quella con cui dovrebbe allearsi Vendola non è la vecchia Lega omofoba e xenofoba dei Salvini e dei Borghezio, quanto piuttosto la nuova Lega “glocale” e in doppiopetto di Luca Zaia, il trionfatore delle Regionali in Veneto. (continua…)

migranti di Pettinato brothers*. Nati in Italia da matrimoni misti, arrivati insieme al progetto migratorio dei genitori o per un autonomo percorso di crescita dopo la maggiore età, bambini e ragazzi che generalmente sfoggiano vistose pronunce romanesche, bergamasche, siciliane, vengono inglobati nella categoria di “seconde generazioni di immigrati”. La definizione - che non riesce a contenere né gli individui nati nella terra d’origine dei genitori (i quali, semmai, dovrebbero essere considerati migranti tout court), né quelli nati in Italia, visto che non sono emigrati da nessun luogo - sembra servire piuttosto a estendere i segni dell’estraneità e della diversità  anche a quanti condividono fin dall’infanzia lingua, abitudini, istruzione del paese scelto dalla propria famiglia. (continua…)

Raffaele_Fitto_Ritorno al passato. Il creativo ministro dell’economia è lieto di riscrivere la storia fallimentare della questione meridionale. L’istituzione della Banca del Mezzogiorno è un suo vecchio pallino naufragato durante il precedente mandato. Si parla (si straparla) di federalismo fiscale, e il liberal-protezionista di Sondrio rispolvera l’idea gloriosa di una ‘Cassa’ unica, salvo precisare che si tratta di un’operazione sperimentale e a costo zero (il fondo assegnato dallo Stato dovrà essere interamente restituito). Mentre i tagli dei vari Fondi sociali hanno causato le proteste lucide e risentite dei (pragmatici) governatori meridionali, e nonostante la campagna elettorale veda in quelle regioni un banco di prova significativo per le politiche nazionali, latita ancora un dibattito organico sullo sviluppo del Sud – visto anche il clamoroso declino di Raffaele Fitto che di quelle politiche dovrebbe essere il Ministro. (continua…)

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