Questioni di Frontiera
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Giovedì 23 Novembre 2017 | 10:55

corteo1di Eugenio Mazzarella*. E’ stato difficile fin qui far capire la ragionevolezza dei dubbi sul ddl Gelmini. Ora la conclamata assenza di copertura finanziaria anche sulle poche concessioni fatte in commissione spero abbia fatto comprendere che, condividendo l’urgenza di una riforma, avere un’idea diversa di quale riforma realizzare, non significava essere “un guerrigliero del calendario” votato a “sabotare” con lo strumento parlamentare degli emendamenti un bisogno del Paese. […] Forse ora si possono rappresentare le ragioni di chi fin qui si è opposto al ddl Gelmini.
L’annunciata riforma è una ristrutturazione al ribasso del sistema dell’università: ci sono solo meno risorse, meno organico docente, meno tutto, e nessuna vera idea di università, con un disimpegno significativo dal sostegno pubblico. (continua…)

818Nel 1994, nel cuore della Sardegna, un gruppo di operai della Carbosulcis mette in scena una delle proteste più dure degli ultimi anni, trincerandosi con quintali di dinamite a 400 metri di profondità nelle  miniere di carbone che l’ENI sta smantellando. Minacciano di farsi saltare in aria insieme a quel luogo mortifero che va difeso perchè dà vita e lavoro in condizioni quasi impossibili, e va distrutto in quanto promette la morte e la fine del ‘ciclo produttivo’,  in un cortocircuito tragico e paradossale che venne narrato a suo tempo da Daniele Segre. Mentre oggi è di scena il processo contro i capi della Thyssen, colosso fragile dell’acciaio (insieme al carbone vecchia materia industriale in declino) che a Torino, nel dicembre 2007, fu teatro della morte di sette operai finiti carbonizzati, si continua a morire e stavolta il palcoscenico è la centrale Enel di Civitavecchia. Anche in questo caso, gli operai, minacciati come sempre di licenziamento o di mobilità, lottavano per la manutenzione e la messa in sicurezza della fabbrica che diventa invece trappola mortale, come succede con i topi. (continua…)

di Miriam Marinaccio*. Una vittoria di certo non inattesa ma, nondimeno, schiacciante. Una campagna elettorale partecipata appassionatamente dai Pugliesi e seguita con trepidazione da tutta la sinistra. Dopo le vicende che hanno visto la Regione di Vendola al centro dei più recenti scandali che hanno coinvolto il governo ed esponenti della giunta regionale, le elezioni in Puglia hanno un significato di respiro politico nazionale. (continua…)

vendoladi Ronnie. In queste ore tutti si sbracciano lanciando la candidatura di Nichi Vendola alle politiche del 2013 – con l’ingrato compito di battere il Cav. e liberare l’Italia dalla “videocrazia”. Ma i numeri, purtroppo, remano contro, vista la debacle del Pd e l’afona prova di “Sinistra Ecologia e Libertà” su scala nazionale. Così vorremo dare un consiglio spassionato, rischiosissimo, e al limite suicida, al governatore della Puglia, in vista delle prossime sfide. Perché non stringere una bella alleanza con la Lega Nord? Un accordo con la Lega, infatti, è l’unico modo, sicuro, per imporsi nel Paese, e d’altra parte la sinistra ha già governato con il Carroccio. Ma attenzione, quella con cui dovrebbe allearsi Vendola non è la vecchia Lega omofoba e xenofoba dei Salvini e dei Borghezio, quanto piuttosto la nuova Lega “glocale” e in doppiopetto di Luca Zaia, il trionfatore delle Regionali in Veneto. (continua…)

migranti di Pettinato brothers*. Nati in Italia da matrimoni misti, arrivati insieme al progetto migratorio dei genitori o per un autonomo percorso di crescita dopo la maggiore età, bambini e ragazzi che generalmente sfoggiano vistose pronunce romanesche, bergamasche, siciliane, vengono inglobati nella categoria di “seconde generazioni di immigrati”. La definizione – che non riesce a contenere né gli individui nati nella terra d’origine dei genitori (i quali, semmai, dovrebbero essere considerati migranti tout court), né quelli nati in Italia, visto che non sono emigrati da nessun luogo – sembra servire piuttosto a estendere i segni dell’estraneità e della diversità  anche a quanti condividono fin dall’infanzia lingua, abitudini, istruzione del paese scelto dalla propria famiglia. (continua…)

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