di Christian Caryl. Ultimamente i quotidiani pakistani hanno ricevuto una notizia interessante dall’establishment della sicurezza nazionale. I giornalisti hanno appreso che il governo pakistano ha intercettato un messaggio segreto che circolava all’interno di Tehrik-e-Taliban, il più importante tra i gruppi militanti che vogliono rovesciare il governo di Islamabad. Sembra che i musulmani radicali abbiano aggiunto un nuovo obiettivo alla lista dei bersagli. Il suo nome è Tahir ul-Qadri e non si tratta di un funzionario di governo, bensì di uno dei maggiori studiosi del Pakistan, un’autorità in materia di Corano e di legge religiosa. Non c’è da stupirsi che i terroristi lo vogliano vedere morto. Lo scorso mese Qadri ha promulgato un parere giuridico (una fatwa) di 600 pagine che condannava il terrorismo come non islamico. Alcuni media occidentali hanno riportato la notizia ma la copertura mediatica si è velocemente esaurita. (continua…)
di Annarita Favilla*. Il regista curdo-iraniano Baham Ghobadi ha realizzato il suo ultimo film (”Gatti Persiani”, uscito nelle sale italiane il 16 aprile scorso e vincitore del premio speciale A Certain Regard all’ultimo Festival di Cannes) in meno di 20 giorni, pochi mesi prima della rielezione di Ahmadinejad e dell’esplosione dell’Onda Verde. Da qualche mese Ghobadi si era tappato in casa a Teheran, ormai convinto di non poter lavorare più in Iran per via dei permessi governativi che non sarebbe mai riuscito ad avere; ma alcuni amici lo convincono a riprendere i contatti con la musica, un’altra sua passione, e lo trascinano in uno studio di registrazione sotterraneo: ed è lì che scopre tutto un mondo nuovo che vive, e decide di raccontarlo. Ma per farlo dovrà fare a meno delle autorizzazioni. E’ lui stesso ad ammettere “In realtà è stato come uno shock anche per me, perchè io che vivo in Iran come regista, una persona curiosa, che cerca di vedere sempre cose nuove, non sapevo della loro esistenza e di fenomeni di quel tipo… perchè il governo riesce talmente a censurare certe realtà che di molte cose non veniamo neanche a sapere. La verità è che in 31 anni nessuno ha mai parlato di queste realtà in Iran”. (continua…)
di Maria Teresa Lenoci*. Il primo rapporto del Pentagono sulla forza militare iraniana lancia un nuovo allarme. Sembra infatti che il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica continui ad estendere i suoi tentacoli nell’emisfero occidentale e in America Latina. Secondo una relazione resa nota dal Washington Times, i Qods, le truppe d’assalto islamiste dispiegate in tutto il mondo per promuovere gli interessi iraniani, si stanno rifacendo sotto soprattutto in Venezuela, un Paese guidato da un Presidente, Hugo Chavez, dichiaratamente antiamericano. Il rapporto specifica le modalità del finanziamento iraniano nei confronti di gruppi estremisti in giro per il mondo. In America Latina, scelta per la vicinanza fisica agli Stati Uniti, il sostegno comprende fornitura di armi, finanziamenti e addestramento paramilitare. Principale appoggio di queste formazioni terroristiche sono le ambasciate iraniane e le istituzioni culturali, caritatevoli e religiose. A Teheran non interessa che siano i principi religiosi a guidare gli eversori, che anzi, in molti casi, non la pensano alla loro maniera. (continua…)
di Annalisa Marroni*. Lo scorso 28 e 29 marzo l’Università di Artuklu, presso la città di Mardin nella Turchia sud-orientale, ha ospitato un importante convegno dal titolo: “Mardin: dimora della pace”. L’incontro è stato organizzato dal Global Center for Renewal and Guidance insieme al Canopus Consulting, due associazioni islamiche, con sede nel Regno Unito, impegnate da anni a migliorare la reciproca comprensione tra musulmani e non musulmani. Importanti studiosi, provenienti da tutto il mondo islamico, si sono riuniti per dare avvio ad una rielaborazione della tradizionale classificazione islamica dei territori in armonia con il quadro politico attuale. (continua…)
di Silvia Moresi*. Al contrario di quanto si crede in Occidente, il movimento di Hamas (acronimo di Harakat al-Muqawama al-Islamiyya, Movimento di resistenza islamico) non è nato simultaneamente alla creazione dello stato di Israele, ma vent’anni dopo, sul finire del 1987. Le sue radici ideologiche risalgono al movimento egiziano dei ‘Fratelli musulmani’ la cui sezione palestinese fu creata a Gerusalemme nel 1946. I Fratelli musulmani sono alla base di numerosi movimenti islamici operanti in tutto il Medio Oriente, ma pur avendo le stesse premesse ideologiche (stabilire stati islamici e unificarli in una istituzione sovranazionale che rappresenti la ummah) assumono caratteristiche ben diverse a seconda del contesto in cui operano, non essendo subordinate ad una gerarchia sovranazionale. (continua…)
