Questioni di Frontiera
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Domenica 20 Maggio 2012 | 6:44

17295di Giacinto Seccia. La Corte Costituzionale turca ha emesso pochi giorni fa una sentenza che vieta di svolgere attività politica per 5 anni a molti dirigenti del Partito della società democratica (Dtp) e prevede il sequestro dei beni della stessa formazione. Non è una forzatura affermare che con tale pronunciamento viene di fatto reso illegale l’unico movimento vicino alle istanze della minoranza kurda che aveva come fulcro della propria rivendicazione politica la lotta per i diritti civili in una prospettiva democratica e parlamentare. (continua…)

hamas-diplomatsdi fm. Il mese di gennaio si presenta come un periodo cruciale per le sorti politiche del Medio Oriente, considerando le elezioni che si terranno in Iraq e quelle anticipate che si svolgeranno nei territori palestinesi (24 gennaio 2010). Mentre il Presidente uscente, il settantaquattrenne Mahmoud Abbas, ha dichiarato di non volersi ricandidare, le televisioni nazionali controllate dal partito di maggioranza Fatah continuano a mandare in onda servizi nei quali si fa propaganda in suo appoggio, e sostanzialmente si invoca una sua rielezione. Gli osservatori interpretano l’atteggiamento di Abu Mazen come una tattica per fare pressione sugli USA nella prospettiva di accelerare il congelamento degli insediamenti israeliani in Cisgiordania; ma soprattutto come un test di verifica per saggiare il consenso interno tra i palestinesi. All’ombra di Hamas. (continua…)

ayatollah-hossein-ali-montazeriLe fatwa sono qualcosa che non ci piace. Ma quella lanciata dal grande ayatollah sciita Hussein-Ali Montazeri è un caso a parte. Perché dimostra che tra le elites iraniane c’è chi si oppone al riarmo nucleare. Tanto più che Montazeri era l’erede designato dell’ayatollah Khomeini – fino a quando le sue critiche contro gli omicidi e le incarcerazioni ordinate dal suo maestro ne hanno ridimensionato il potere. Negli ultimi anni Montazeri è stato praticamente ridicolizzato dalla stampa ufficiale e gli è già accaduto di essere messo agli arresti. Oggi dice: “L’umanità, e in particolare i musulmani che seguono la sharia e gli insegnamenti dei Profeti, e del Profeta, devono essere alla guida di chi vuole vietare legalmente e praticamente questo tipo di armi (atomiche, ndr) in tutte le nazioni e nel sollecitare l’aiuto delle organizzazioni internazionali nel garantire questo divieto”. Saddam e i Pakistani hanno ignorato questo genere di prescrizioni. E’ possibile che i neoconservatori iraniani ascoltino Montazeri invece di Ahmadinejad?

Il premier palestinese Abu Mazen è stato in Italia. Ha incontrato il permier Berlusconi, che ha detto: “Israele deve congelare gli insediamenti in Palestina” (in realtà Obama sembra più propenso a un loro “contenimento”). Ha incontrato anche D’Alema e il sindaco Alemanno, che gli ha offerto una nuova e prestigiosa sede per l’ANP nel cuore di Roma. Infine incontra Benedetto XVI, il Papa che si è messo la kefiah. Il premier palestinese può tornare a casa soddisfatto.

Nella sua ultima e teatrale apparizione all’assemblea delle Nazioni Unite, Muhammar Gheddafi ha spiegato di voler sconfiggere gli “stati-canaglia” del XXI secolo. Quali? I membri permanenti che siedono proprio al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Il rais libico accusa le grandi potenze di non aver saputo prevenire e risolvere almeno 65 conflitti nel mondo dopo il 1945. E chiede una profonda riforma dell’Organizzazione che presiede alla difesa del diritto internazionale. Ma la riforma non è quella sognata da Bolton e Bush. “Non possiamo più chiamarlo Consiglio di Sicurezza – ha spiegato Gheddafi – è un Consiglio del Terrore”.

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