Questioni di Frontiera
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Venerdì 10 Settembre 2010 | 18:21

Thailand Politicsdi Mariano T. Intini Sono ancora vive negli occhi dei telespettatori le immagini della rivolta delle camicie rosse in nome del ritorno al potere dell’ex primo ministro Thaksin Shinawatra, e della controffensiva delle autorità Thailandesi che spegneva nel sangue la sommossa popolare nella capitale. Di mezzo la morte del fotoreporter italiano Fabio Polenghi, ucciso mentre svolgeva il suo lavoro per alcune testate europee. In questo scenario cruento, c’è il bizzarro panorama del resto del paese, assorto in un sonno indifferente rispetto a quanto avviene a Bangkok. In molte aree del paese e persino in alcune zone limitrofe della capitale la vita scorre in piena serenità. La normale routine quotidiana non si è interrotta. In alcuni quartieri di Bangkok tutto sembra procedere normalmente, come se nulla fosse, come se nulla stesse accadendo di lì a pochi chilometri. (continua…)

Canada_013_77780_200di Giacinto Seccia. A un anno dalla fine della guerra civile nello Sri Lanka, il nuovo corso della causa Tamil sembra promanare dalla diaspora. Dopo alcuni paesi europei, Canada e Australia, anche la comunità residente in Italia si è recata alle urne per eleggere i rappresentanti del Consiglio italiano dei “Eelam Tamil” e in particolare per esprimersi sul diritto all’autodeterminazione con un referendum. Il documento proposto come base giuridica non è che un ritorno alle origini, perchè rispolvera la risoluzione di Vaddukodai del 1976, che prevedeva la creazione dello stato indipendente del Tamil Eelam nel nord est dello Sri Lanka, con il pieno riconoscimento di tutti i diritti della minoranza. (continua…)

di Steven Millhauser. Eravamo preparati sin dall’inizio, sapevamo quello che dovevamo fare, in fondo non l’avevamo visto tutti centinaia di volte? – la bella gente di città intenta a fare affari, i programmi della tv che si interrompono di colpo, le facce in mezzo alla folla che guardano verso l’alto, una bimba che punta il dito verso il cielo, le bocche aperte, il cane che abbaia, il traffico fermo, la borsa della spesa che cade sul marciapiede, ed eccola lì nel cielo, che si avvicina… (continua…)

06_newroz_botan_2003_sereaveten_400di Annalisa Marroni*. L’inizio della primavera coincide per i curdi con il festeggiamento del loro capodanno. Il Newroz, una tradizione di origini zoroastriane nata in Persia in epoca preislamica, vuol dire letteralmente  “nuovo giorno”, ma per il popolo curdo questa festa è diventata un importante momento di unità nazionale. Attraverso questa ricorrenza, i vari gruppi tribali, discendenti dagli abitanti dell’arco montuoso formato dai monti Tauro e Zagros,  ricordano l’antico passato comune rinsaldando così la propria memoria collettiva, compromessa dalle politiche repressive attuate dai diversi Paesi in cui sono distribuiti. Come è noto, infatti, i curdi si trovano divisi tra quattro Stati: Turchia, Siria, Iran e Iraq. Dalla fine dell’impero ottomano ad oggi, nessuno di questi Stati ha riconosciuto la legittimità delle rivendicazioni di indipendenza nazionale. (continua…)

yiddishpolicemen1di Patrick Martin*. Israele è stato pesantemente criticato per aver guidato unilateralmente la guerra contro Hamas a Gaza, per i possibili coinvolgimenti nelle uccisioni e per i commenti inappropriati del ministro degli Affari esteri nei confronti degli stati vicini – e il governo israeliano ha deciso di procedere al contrattacco. E’ stata scelta la linea diplomatica per condurre la battaglia verso destinazioni estere. Ma anziché appellarsi ai diritti umani o ai rapporti internazionali, il governo israeliano vuole che il mondo sappia che gli israeliani non viaggiano sui cammelli e non mangiano solo kebab, come indica la serie di spot televisivi appena uscita in Israele visionabili su www.masbirim.gov.il. (continua…)

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