Questioni di Frontiera
Banner
Contatti
Sabato 23 Settembre 2017 | 2:01

iraq-iran-odometer2di Maria Teresa Lenoci. Il termine “neocon” è un’abbreviazione della parola “neoconservatorismo” e sta a indicare il movimento politico nato negli Stati Uniti d’America dall’ideologia di un manipolo di pensatori delusi dal modo di fare politica della sinistra, e soprattutto della New Left, il movimento di contestazione studentesca per i diritti civili degli anni ‘60. Leggenda vuole che il movimento sia nato nella caffetteria del City College di New York, verso la fine degli anni Trenta, dove un gruppo di giovani intellettuali ebrei, compagni di studi, si incontravano per dibattere sulle varie versioni del trotzkysmo. Questa è la loro storia. (continua…)

berluscadi Ronnie. Il berlusconismo è stato un fenomeno contraddittorio perché al suo interno ha contenuto la spinta più propulsiva del “momento conservatore”, il movimento diffuso fra l’Europa e le Americhe tra la fine degli anni settanta e i giorni nostri, e nello stesso tempo ne ha rappresentato l’esito più incerto e forse il crepuscolo. Il manager scendeva in campo e conquistava la politica. Con i suoi soldi, il suo potere, anche l’arroganza. Un Occidente dilagante e per un po’ di tempo padrone del mondo. E’ stato una promessa e una menzogna, un’opportunità senza scampo, un’eruzione di nuove parole d’ordine sul deserto culturale e ideale successivo alla fine della Guerra Fredda e alla caduta del Comunismo. Parole d’ordine dimenticate.  (continua…)

(continua…)

MissionAccomplisheddi Maria Teresa Lenoci*. Il 17 febbraio del 2003, lo scrittore americano Max Boot lancia un monito dalle colonne del Financial Times: America’s Destiny is to Police the World. Lo studioso di storia militare che non ama definirsi un “neoconservatore”, ma che lo è a tutti gli effetti, attacca: “A seguito dell’intransigenza dimostrata la scorsa settimana da Francia, Cina e Russia, è improbabile che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite passi una nuova risoluzione per autorizzare una guerra in Iraq. Ma anche se lo facesse, tutti si rendono conto che sarebbe solo una copertura di comodo per un’azione condotta dagli Stati Uniti. Se gli Usa non si fanno avanti, non accadrà nulla; neppure le ispezioni sulle armi. In altre parole, l’America è costretta ancora una volta a svolgere il ruolo del poliziotto globale”. Un’idea ripetuta più volte dall’autore in occasioni successive, “non c’è nessun altro (che può farlo) là fuori”. (continua…)

avatardi Stephen Hunter. Avatar, l’ultima epopea cinematografica della Fantascienza, sta per diventare un caso da mezzo miliardo di dollari di scoperta dell’acqua calda. Il prodotto finito è un’attrazione iper-pacchiana, senza senso, che gira e rigira ti lascia esattamente dove ti aveva pescato, solo che sei più povero e più stupido e non riavrai mai più indietro le tue 2 ore e 40 minuti. Il sogno di lunga data progettato dallo scrittore-regista James Cameron, l’autore di Titanic, in Avatar è grandioso, imponente e stupido. Tanto stupido che potrebbe essere definito stupefacente. La vera mistificazione è che un uomo dalla raffinatezza tecnica di Cameron possa essersi dimostrato così cieco e banale nella sua visione. (continua…)

Archivio
© 2008 - Grafica e layout sono di esclusiva proprietá di NOA
Piattoforma basata su WordPress - modificata da Estroweb Srl