Questioni di Frontiera
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Giovedì 09 Settembre 2010 | 5:20

berluscadi Ronnie. Il berlusconismo è stato un fenomeno contraddittorio perché al suo interno ha contenuto la spinta più propulsiva del “momento conservatore”, il movimento diffuso fra l’Europa e le Americhe tra la fine degli anni settanta e i giorni nostri, e nello stesso tempo ne ha rappresentato l’esito più incerto e forse il crepuscolo. Il manager scendeva in campo e conquistava la politica. Con i suoi soldi, il suo potere, anche l’arroganza. Un Occidente dilagante e per un po’ di tempo padrone del mondo. E’ stato una promessa e una menzogna, un’opportunità senza scampo, un’eruzione di nuove parole d’ordine sul deserto culturale e ideale successivo alla fine della Guerra Fredda e alla caduta del Comunismo. Parole d’ordine dimenticate.  (continua…)

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MissionAccomplisheddi Maria Teresa Lenoci*. Il 17 febbraio del 2003, lo scrittore americano Max Boot lancia un monito dalle colonne del Financial Times: America’s Destiny is to Police the World. Lo studioso di storia militare che non ama definirsi un “neoconservatore”, ma che lo è a tutti gli effetti, attacca: “A seguito dell’intransigenza dimostrata la scorsa settimana da Francia, Cina e Russia, è improbabile che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite passi una nuova risoluzione per autorizzare una guerra in Iraq. Ma anche se lo facesse, tutti si rendono conto che sarebbe solo una copertura di comodo per un’azione condotta dagli Stati Uniti. Se gli Usa non si fanno avanti, non accadrà nulla; neppure le ispezioni sulle armi. In altre parole, l’America è costretta ancora una volta a svolgere il ruolo del poliziotto globale”. Un’idea ripetuta più volte dall’autore in occasioni successive, “non c’è nessun altro (che può farlo) là fuori”. (continua…)

avatardi Stephen Hunter. Avatar, l’ultima epopea cinematografica della Fantascienza, sta per diventare un caso da mezzo miliardo di dollari di scoperta dell’acqua calda. Il prodotto finito è un’attrazione iper-pacchiana, senza senso, che gira e rigira ti lascia esattamente dove ti aveva pescato, solo che sei più povero e più stupido e non riavrai mai più indietro le tue 2 ore e 40 minuti. Il sogno di lunga data progettato dallo scrittore-regista James Cameron, l’autore di Titanic, in Avatar è grandioso, imponente e stupido. Tanto stupido che potrebbe essere definito stupefacente. La vera mistificazione è che un uomo dalla raffinatezza tecnica di Cameron possa essersi dimostrato così cieco e banale nella sua visione. (continua…)

di Giacinto Seccia. Basta dare uno sguardo a un murales vicino Nardò per capire lo stato d’animo di quei profughi ebrei che, scampati all’Olocausto, trovarono rifugio nelle terre pugliesi prima di emigrare da clandestini verso la Palestina e fondare il tanto agognato Stato ebraico nel 1948. Chi lo dipinse su quel muro, anticipò la storia a modo suo. Il murales raffigura una cartina con l’Italia, tante persone in attesa, e una freccia che si protende verso una grande stella di David. Esiste tutt’ora conservato in un museo. (continua…)

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