Questioni di Frontiera
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Giovedì 23 Novembre 2017 | 10:55

letterature-dimigrazioneLuoghi, voci e visioni della provincia italiana – e delle “province” dell’Impero: dall’America Latina passando per i Balcani. Il seminario si rivolge a chi vuole approfondire i temi della cultura e delle tradizioni popolari, le letterature migranti e quelle “apolidi”, fuori dai canoni. Vogliamo riaprire gli archivi, trovare gli autori del Novecento che sono stati dimenticati. Ma indagare anche sulle relazioni pericolose fra tradizione e marketing culturale. Le fonti e i modelli, come sempre, sono strabiche e plurali: le scritture letterarie e non solo, il cinema e i fumetti, la musica: c’era una volta il folk, con qualche zampata rock.

Partecipa al seminario, scrivi a info@noaweb

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In questa pagina troverete gli abstract dei progetti di ricerca delle edizioni 2010 dei Seminari che si sono svolti a Bari presso la sede di Eurocomp e all’Università “Tor Vergata” di Roma (Facoltà di Lettere). Di ogni progetto si presenta un breve sommario e cliccando sul titolo è possibile visualizzarne l’abstract.

Seminari su Frontiera e Identità / Bari 2010

Identità, guerra ed emigrazione: Nuovomondo e Lebanon di Carmen Rocchi

Partendo dal concetto di “coscienza collettiva” definito da Emile Durkheim secondo il quale l’uomo, gettato nel mondo senza possibilità di scelta, si conforma ad una determinata cultura vigente, che è la prima maniera per interagire con l’altro, si passa poi ad un’analisi più dettagliata del concetto di identità, di società e di cultura approfonditi  attraverso  i recenti studi dei rapporti tra Occidente  e Oriente. Si analizzeranno poi le sceneggiature di “Nuovomondo” di Crialese e di “Lebanon” di S. Maoz per tirare le conclusioni sull’essere umano intorpidito intellettualmente che non conosce lontananza da potere e fanatismi, e quindi rinuncia ad un patto di non belligeranza tra popoli, indipendentemente dal posto del mondo in cui nasce.

Migrazioni e musica: storie di culture e popoli diMargherita de Pinto

La storia dell’uomo è la storia di culture e popoli che si incontrano. Chi parla di novità delle migrazioni dovrebbe sapere che non c’è nulla di più vecchio: l’uomo si muove e cammina. Anche gli italianni hanno alle spalle una storia di migrazione, anche se negli ultimi trent’anni per noi i migranti sono diventati gli altri, a cui ci accade di negare lo stesso diritto di tutela della dignità umana di cui abbiamo precedentemente usufruito. Il progetto di ricerca si propone di analizzare e comporre il fenomeno migratorio, attraverso i canti della migrazione, ripercorrendo la produzione musicale della diaspora italiana degli inizi del XX secolo, e i canti africani contemporanei di artisti internazionali.L’analisi vuole sostenere la tesi del senso di appartenenza globale all’umanità, proponendo la musica come luogo di incontro e scambio tra le culture, ottimo terreno di l’interculturalità, essendo il linguaggio più diretto e adatto a mettere in contatto noi stessi con gli altri.

Seminari su Frontiera e Identità / Tor Vergata 2010

Letteratura della migrazione: dai Balcani in Italia ai Balcani di Paolo Pettinato – progetto di ricerca vincitore

Le frontiere, l’identità e le prospettive del South Stream pensate con le menti di quei poeti, romanzieri e saggisti che dalla penisola balcanica sono saltati in quella affianco, messa in mezzo al mar Mediterraneo. Dall’Albania Anilda Ibrahimi, Artur Spanjolli, Gezim Hajdari e Ron Kubati, dalla Bosnia Bozidar Stanisic, dalla Croazia Vesna Stanic, Melita Richter e Sarah Zuhra Lukanic, dalla Romania Mihai Mircea Butcovan: potrebbero essere in questi autori le risposte alle nostre domande. E forse, in questa strada letteraria, avremo il privilegio di incontrare e ri-pensare la letteratura e la relazionalità.

Criminalità di frontiera e letteratura apolide – I femminicidi a  Ciudad Juarez in 2666 di Bolaño di Annarita Favilla

2666 è “Il romanzo” di Bolaño, quello che cercò di portare a compimento durante gli anni vissuti in Spagna, mentre la malattia lo consumava. E’ un delirio, e insieme un referto autoptico dei morti latinoamericani di ogni tempo; lo sfondo della narrazione è l’immaginaria cittadina di Santa Teresa: un crocevia criminale tra Messico e Usa, nella quale cominciano a spuntare ovunque cadaveri di giovani donne. Ma Santa Teresa è in realtà Ciudad Juarez, dove a partire dal ’93 cominciano ‘i femminicidi’ e dove il giornalista Gonzáles Rodríguez conduce la sua inchiesta rischiando da oltre dieci anni la pelle. 2666 è un esempio di letteratura di frontiera, sulla frontiera, ma anche un’opera che si pone al di là di ogni confine, nella quale il lettore ritrova i propri deserti e i proprio cimiteri.

In clandestinità. Racconti e testimonianze dalle carceri libiche di Carlo Scopa

Sulla base delle testimonianze rilasciate dagli immigrati sopravvissuti al viaggio e delle poche notizie trapelate sui campi di detenzione libici, ideare un racconto sulle esperienze di una delle tante vittime ignote. Un racconto inventato ma che si contrapponga in maniera critica e volutamente provocatoria con le realtà italiane e libiche. Proprio questi due stati, cercando di dimenticare i passati rapporti coloniali, sono gradualmente diventati compartecipi di tali tragedie.

Il ritorno dei dialetti nella globalizzazione: il caso friulano di Ilaria Bortot

Più andiamo verso la globalizzazione più scopriamo di appartenere a mondi più piccoli e ci leghiamo a loro. Cultura locale e riti antichi diventano necessità da riscoprire per rendere migliore il nostro presente.Già negli anni Sessanta Pasolini diventa profeta di questa tendenza, concentrandosi sulla riscoperta del dialetto e del mondo contadino a cui appartiene.Approfittando di quanto detto da Pasolini e delle sue origini, friulane come le mie, vorrei analizzare la situazione attuale nella parte alta del Friuli, la Carnia, dove alle diverse generazioni sono state applicate politiche linguistiche molto diverse: dalla negazione del dialetto alla sua improvvisa riscoperta.

Gianni Amelio e la “quadrilogia della migrazione” di Myriam Pettinato

Con letteratura della migrazione intendiamo una categoria letteraria che raggruppa testi scritti in virtù del fenomeno migratorio, in particolare laddove esso produca nuove visioni e apra prospettive inedite nell’osservazione della realtà sociale e culturale di origine e d’arrivo e delle questioni identitarie. La maggior parte degli autori italiani della migrazione sono scrittori che, giunti da altrove, impiegano l’italiano come lingua letteraria. Ma in questo quadro è possibile inserire anche il regista Gianni Amelio. Oltre ad aver vissuto l’esperienza dell’emigrazione paterna e la propria, egli impiega il tema della migrazione per indagare i mutamenti intervenuti nella realtà sociale e culturale italiana  a partire dalla migrazione interna degli anni ’50-’60, fino a toccare il nesso colonialismo-emigrazione-immigrazione (Lamerica). Si può anzi individuare una “quadrilogia della migrazione” nella quale l’approccio neorealista si lega a quello migrante per imprimere una prospettiva sopranazionale al quadro socio-culturale e politico dell’Italia attuale.

Il mondo dai sentieri che si biforcano di Luigi Coluccio
Per trovare la via d’uscita di un labirinto (apparente?) – ci ricorda il vecchio bibliotecario cieco argentino – bisogna tenere, ad ogni angolo, ad ogni spiazzo, sempre la sinistra. E se dovessimo ri-calibrare (ri-scrivere?) il tutto per i sentieri-labirinti della nostra epoca? Dall’ “assetto di ferro” della Guerra Fredda si è passati allo scarto della realtà “pre-costituita” in questo primo scorcio del Terzo Millennio. L’asimmetria regna sovrana. Sembra che i poeti, quindi, ce l’abbiano fatta. Ma cosa resterà dopo il banchetto dei regnanti? Quale utopia ci sarà donata?

Il

Terzo Brasile e la nascita di una nuova identità nazionale

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